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L'oro cosmico arriva da super-brillamenti di stelle magnetizzate
Risolto il mistero del lampo luminoso osservato a dicembre 2004
Oro e platino cosmici, così come altri elementi altrettanto rari e pesanti, vengono forgiati nel corso dei super-brillamenti di un tipo particolare di stelle chiamate magnetar, avvolte in campi magnetici migliaia di miliardi di volte più intensi di quelli della Terra: un singolo brillamento può produrne una massa equivalente a 27 Lune. Questo luogo di nascita dei metalli preziosi che si trovano anche dentro i nostri smartphone e i nostri computer era finora sconosciuto agli astronomi, e va ad aggiungersi all'unico altro noto, cioè la fusione di due stelle di neutroni. La scoperta, pubblicata sulla rivista The Astrophysical Journal Letters dal gruppo guidato da Anirudh Patel della Columbia University americana, ha anche permesso di risolvere il mistero ventennale che avvolgeva uno strano lampo luminoso individuato nel dicembre 2004: la luce proveniva appunto da una magnetar che aveva scatenato un gigantesco brillamento. L'esplosione era durata solo pochi secondi, ma aveva sprigionato più energia di quanta ne rilascia il Sole in 1 milione di anni. A questo era seguito però un secondo segnale circa 10 minuti dopo, rimasto finora senza spiegazione: era quello che dimostrava che la stella aveva prodotto elementi pesanti come oro e platino, in quel caso in una quantità equivalente circa alla massa di Marte. "L'evento era stato in qualche modo dimenticato nel corso degli anni - racconta Brian Metzger di Columbia University e Flatiron Institute, co-autore dello studio - ma ci siamo resi conto molto rapidamente che il nostro modello era perfetto per spiegarlo. Questa è solo la seconda volta (dopo la fusione di stelle di neutroni osservata nel 2017) che vediamo direttamente la prova della formazione di questi elementi: si tratta di un significativo balzo in avanti - aggiunge Metzger - nella nostra comprensione della loro produzione".
M.Schneider--VB