Volkswacht Bodensee - Le nozze di Figaro all'Opera di Roma, applausi al labirinto di incroci amorosi

Le nozze di Figaro all'Opera di Roma, applausi al labirinto di incroci amorosi
Le nozze di Figaro all'Opera di Roma, applausi al labirinto di incroci amorosi

Le nozze di Figaro all'Opera di Roma, applausi al labirinto di incroci amorosi

Nella versione psicologica di Claus Guth spicca la prova di orchestra e cantanti

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(di Luciano Fioramonti) L'Opera di Roma riparte dopo la pausa estiva dai grandi applausi a Le nozze di Figaro, per la prima volta in Italia nell' allestimento di Claus Guth, a venti anni dal debutto al Festival di Salisburgo che fece discutere. La versione del regista tedesco la commedia per musica in quattro atti che Mozart compose nel 1786 su libretto di Lorenzo da Ponte punta sull' analisi del labirinto psicologico in cui si snodano gli intrecci amorosi di Figaro e Susanna e degli altri personaggi, governati da un angelo che li confonde spingendoli a nuove combinazioni di coppie. L'angelo è il doppio di Cherubino, qui inteso come l' incarnazione dell' energia di Eros e motore della vicenda. Ad eccezione del secondo atto, che si svolge nella camera della contessa, il regista ambienta il groviglio di emozioni del capolavoro nel grande scalone di una dimora nobiliare sul quale il sali-scendi dei protagonisti in abiti moderni rimanda ai loro movimenti interiori dopo il passaggio dell' angelo-cupido. Emblematica e divertente la scena in cui sullo sfondo compaiono i nomi dei personaggi con un grafico delle relazioni che parte dai legami ufficiali e viene aggiornato freneticamente, con le opportune cancellature. Certo, i venti anni passati dalla première hanno reso le ''Nozze'' di Guth un classico lontano dagli effetti ricordati dal regista: ''il pubblico andò fuori di testa, chi era scioccato, chi sorpreso, felice, confuso, arrabbiato''. L'impianto caratterizzato da una sostanziale staticità ha, invece, il pregio di rimettere finalmente al centro della scena la musica e i cantanti, spesso penalizzati dall'attenzione per certi versi eccessiva riservata alle regie. Il pubblico non ha risparmiato consensi per il giovane direttore d' orchestra Emmanuel Tjeknavorian, 31 anni, nato in Austria da genitori musicisti di origine armena, e per l' intero cast vocale, in particolare per il Figaro di Erwin Schrott, per Martina Russomanno, Susanna intensa e con molti 'brava' nel quarto atto per l' aria 'Deh, vieni, non tardar'', per il mezzosoprano Elmina Hasan, davvero notevole nei panni di Cherubino, e per la Barbarina di Jessica Ricci, giovane soprano del progetto Fabrica dell' Opera di Roma. Ridotto in questo caso, ma sempre molto apprezzato, l' impegno del coro diretto da Ciro Visco. Applausi finali anche per Guth che di quest' opera considera meravigliosa ''l'enorme libertà, quasi selvaggia, dell'immaginazione di Mozart e la sua capacità di prendere continuamente direzioni imprevedibili, di mettere in scena tutte le possibili emozioni umane''. Al Teatro Costanzi sono in programma altre sette recite fino al 23 settembre con alternanza di interpreti per i ruoli principali: Germán Olvera con Vito Priante nella parte del Conte di Almaviva; Roberta Mantegna con Federica Guida come Contessa; Martina Russomanno con Benedetta Torre nei panni di Susanna; Erwin Schrott e Alessio Arduini in Figaro, Elmina Hasan e Cecilia Molinari per Cherubino.

S.Gantenbein--VB