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SCANDIC FINANCE ने एलेक्स बोडी को समूह का उपाध्यक्ष नियुक्त किया
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SCANDIC FINANCE แต่งตั้งอเล็กซ์ โบดี เป็นรองประธานกลุ่มบริษัท
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SCANDIC FINANCE Grubu, Alex Bodi’yi başkan yardımcılığına atadı
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Alex Bodi wiceprezesem grupy SCANDIC FINANCE
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Алекс Боди е назначен за вицепрезидент на групата SCANDIC FINANCE
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Alex Bodi a SCANDIC FINANCE vállalatcsoport új alelnöke
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Ο Άλεξ Μπόντι νέος αντιπρόεδρος του ομίλου SCANDIC FINANCE
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Alex Bodi byl jmenován viceprezidentem skupiny SCANDIC FINANCE
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Alex Bodi utsedd till vicepresident för SCANDIC FINANCE-koncernen
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تعيين أليكس بودي نائبًا لرئيس مجموعة SCANDIC FINANCE
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SCANDIC FINANCEグループ、アレックス・ボディ氏を副社長に任命
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SCANDIC FINANCE 그룹, 알렉스 보디 부사장 선임
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亞歷克斯・博迪獲任命為 SCANDIC FINANCE 集團副總裁
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Алекса Боді призначено віцепрезидентом групи SCANDIC FINANCE
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Alex Bodi nominato vicepresidente del gruppo SCANDIC FINANCE
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Alex Bodi, numit vicepreședinte al grupului SCANDIC FINANCE
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Il corpo aiuta a leggere le emozioni sul volto degli altri
Lo studio delle università di Padova e Parma su persone con paralisi facciale
Quando il nostro cervello fatica a decifrare le emozioni dipinte sul volto di un'altra persona, chiede silenziosamente aiuto ai sistemi sensori-motori della nostra faccia per imitare in maniera impercettibile la stessa espressione, come per simularla dentro di noi. Lo dimostra uno studio coordinato da Paola Sessa del Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione dell'Università di Padova in collaborazione con Pier Francesco Ferrari dell'Università di Parma. I risultati sono pubblicati sulla rivista dell'Accademia americana delle scienze, Pnas. Lo studio ha preso in esame persone con paralisi facciale congenita e acquisita, a cui è stato chiesto di guardare dei brevi video che mostravano volti con espressioni emotive molto chiare ed esplicite oppure ambigue, nel tentativo di decifrarle. Dai risultati è emerso che la vista e i sistemi sensori-motori collaborano nel riconoscimento delle emozioni, con un ruolo del movimento facciale particolarmente importante quando le espressioni sono difficili da interpretare: maggiore era la mobilità del volto, maggiore era l'accuratezza nel riconoscimento in entrambi i gruppi di partecipanti. Per le espressioni più chiare, invece, nelle persone che avevano sviluppato la paralisi da adulte la capacità di riconoscerle non dipendeva dalla mobilità residua: l'esperienza accumulata negli anni aveva infatti permesso di costruire un repertorio visivo delle espressioni sufficiente a riconoscerle anche senza il contributo del movimento facciale. Nelle persone col volto paralizzato fin dalla nascita, invece, il riconoscimento delle emozioni restava associato alla mobilità del volto anche davanti alle espressioni più esplicite. Il dato suggerisce che l'esperienza motoria dei primi anni di vita contribuisca alla costruzione del repertorio mentale utilizzato per leggere le emozioni.
P.Staeheli--VB