-
Trump, 'parlo con Putin, non intende attaccare i territori della Nato'
-
'Trump sta lavorando ad un piano per il dopo-guerra in Medio Oriente'
-
Italia e Giappone a confronto sul rischio vulcanico
-
Fiorentina a caccia di riscatto contro il Torino. Grosso, "Una bella opportunità"
-
Us Open: Paolini, "una giornata difficile ma sono tornata a competere"
-
Eurovolley: Azzurre verso la semifinale, Velasco "con la Polonia subito aggressive"
-
Hamilton 'un po' alti e bassi ma la power unit va nella giusta direzione'
-
Le due anime di Leonor Fini rivivono nei profumi di Marianna Accerboni
-
Multa da 1,75 milioni a Rfi per il caos treni a Termini dovuto al 'chiodo'
-
Trump, 'i dem preferiscono vederci perdere in Iran che vedermi vincere'
-
Bartiromo smentisce, 'non sono stata licenziata'
-
Due ex impiegate di Julio Iglesias presentano nuova denuncia per aggressione sessuale
-
Matilda De Angelis, 'importantissimo raccontare l'accoglienza in un mondo che si chiude'
-
Media, 'due morti in un attacco di droni israeliani nel sud del Libano'
-
Caso Master, Lula 'nessuno può utilizzare la carica a proprio beneficio'
-
Mazzotta (Fincantieri), 'innovazione e competenze vantaggi competitivi per l'Italia'
-
Zelensky a Mosca, 'cessino i raid durante le visite di Witkoff e Kushner'
-
Paul Schrader a Venezia con un thriller filosofico e racconto morale
-
Le IA possono coordinarsi tra loro seguendo la maggioranza
-
La famiglia Pavarotti contro Vannacci, 'mai autorizzato l'utilizzo della sua voce'
-
Borsa: Milano incerta con l'Europa. Scivola Eni, calme le banche, bene Prysmian
-
Valerio Mastandrea, 'credo nei padri difettosi'
-
Il gas in leggero rialzo (+0,9%) a 72 euro al Megawattora
-
Lo spread tra Btp e Bund chiude stabile a 81 punti base
-
Hit parade, Geolier sempre in vetta con Tutto è Possibile
-
Giuria Usa non raggiunge il verdetto, processo a Lindsay Clancy dichiarato nullo
-
Vuelta: Van Aert vince la 13/a tappa, il leader Mas controlla
-
Borsa: l'Europa conclude piatta, Londra invariata
-
Gabbriellini, con La Città dei Vivi racconto Luca Varani lontano dall'orrore
-
Festa del Cinema di Roma, un giorno in più per la ventunesima edizione
-
Torna Verdi Off, progetto del Regio di Parma che porta nelle strade la musica di Verdi
-
BepiColombo ha iniziato l'avvicinamento finale a Mercurio
-
In concorso al Lido il disagio giovanile e il trauma post Vietnam
-
Montezemolo, emozionante la Ferrari a Monza con i colori di Schumacher
-
Uomo armato si arrampica sul ponte di Brooklyn, polizia lo uccide
-
Cremonini a Londra il 20 ottobre per presentare dal vivo in anteprima il nuovo album
-
Gloria Steinem, la sua casa di New York resta come laboratorio femminista
-
Farage e Bardella firmano intesa anti-migranti al congresso di Reform
-
I Conservatori Ue si congratulano con Meloni, 'ha portato stabilità anche in Europa'
-
L'Italia conferma il 17esimo posto mondiale per attrattività economica
-
Al via le riprese di 'Lo stato del silenzio', film per ricordare Aldrovandi
-
Bozza Ue, 'in zone sotto stress abitativo possibili limiti agli affitti brevi'
-
Guadagnino tra Altman e Zara, dal cinema un salto nel design
-
Capotondi, con Fuoricinema 'spazio aperto di confronto sui grandi temi'
-
Montagne europee più verdi, ma accelera il ritmo di estinzione
-
Borsa: Milano (-0,2%) incerta con l'Europa dopo dati Usa e l'avvio di Wall street
-
Eurovolley: Velasco, 'mi aspetto una grande Italia, aggressiva ma lucida'
-
Zelensky, drone sul quartier generale dell'intelligence
-
Cuba, il governo accusa gli Stati Uniti di 'aggressione crudele e spietata'
-
Il petrolio in calo a New York a 90,14 dollari
In concorso al Lido il disagio giovanile e il trauma post Vietnam
'A Place To Heal' di Cedric Kahn e 'Mr.Nelson' di Shinya Tsukamoto
(di Francesco Gallo) Passano in concorso oggi a Venezia ben due film sul disagio, quello giovanile raccontato in '15/18 A Place To Heal' di Cedric Kahn su un medico che cura adolescenti in un reparto neuropsichiatrico dedicato ai ragazzi dai 15 ai 18 anni, e un altro molto più crudo a firma di Shinya Tsukamoto, 'Mr. Nelson, Did You Kill People?' con protagonista un veterano del Vietnam che per tutta la vita cerca di recuperare gradualmente il proprio rapporto con la realtà dedicandosi a predicare ai giovani contro la guerra. In 'A Place To Heal' di Cedric Kahn ci troviamo in un reparto neuropsichiatrico per adolescenti dove pulsione di morte e vitalità giovanile coesistono con sorprendente vitalità. Qui c'è davvero di tutto: ragazzi che vivono nel corpo sbagliato, altri che hanno solo dei genitori sbagliati. C'è chi pensa di essere in contatto con gli Egizi, chi si sente troppo grasso, chi ha appena pugnalato un infermiere in uno scatto di rabbia e chi, infine, come capita ad Hannibal, è in una stanza protetta dove urla tutto il giorno. Minimo comune denominatore, l'evidente carenza di affetto di cui soffrono tutti questi ragazzi. Il più delle volte da parte delle loro stesse famiglie che spesso non desiderano neppure la loro guarigione per non vederli tornare a casa. "Nei miei film ho sempre esplorato le crisi, la manipolazione e il condizionamento, soprattutto l'influenza genitoriale; rivolgermi alla psichiatria mi è sembrata una naturale continuazione di questo percorso - dice il regista francese -. Inizialmente, avevo pensato di ambientare la storia nella psichiatria per adulti, ma ho trovato quell'ambiente estremamente duro. Ho quindi scelto di spostare la mia attenzione sulla neuropsichiatria adolescenziale, perché per trasmettere le pulsioni di morte e le tragedie legate alle patologie psichiatriche, sentivo il bisogno di una forza vitale contrapposta - una forza molto più intensa negli adolescenti". E ancora Kahn: "Tra gli adolescenti c'è una vitalità travolgente, una rete di relazioni in continua evoluzione. In quello spazio si trovano sullo stesso piano, al riparo da sguardi indiscreti e dalla durezza del mondo esterno, creando un profondo senso di legame e affetto. Ovunque emerga qualcosa che evoca la morte, la vita sembra opporre una resistenza ancora più forte. Questo vale per i giovani pazienti, ma anche per il personale medico. Il reparto non è semplicemente un luogo di reclusione; è anche uno spazio collettivo di convivenza e lavoro condivisi. E c'è un paradosso - aggiunge - che mi ha profondamente colpito: questi adolescenti pensano costantemente ad andarsene, eppure, quando arriva il giorno delle dimissioni, spesso non vogliono più farlo". 'Mr. Nelson, Did You Kill People?' è invece un dramma di guerra tratto dalla storia vera, raccontata nell'omonimo libro autobiografico, del veterano afroamericano Allen Nelson (Rodney Hicks). Un uomo, cresciuto nella povertà e nella discriminazione a New York, che si arruola, per vivere, nei Marines a diciott'anni. Dopo l'addestramento a Okinawa, nel 1966 viene mandato in Vietnam, dove passa alla guerra vera in cui si muore davvero. Tornato negli Stati Uniti, soffre di un grave trauma post-bellico. Perde progressivamente famiglia, lavoro e casa, finché l'incontro con lo psicoterapeuta Dr. Daniels (Geoffrey Rush) gli offre una possibilità di affrontare ciò che ha vissuto, liberandosene con il racconto. Nel film il resocontro della guerra è davvero urticante, rumoroso e sanguinolento in puro stile Tsukamoto, produttore cinematografico e scenografo capofila del cinema cyberpunk nipponico. Il film può essere anche visto come il completamento di un trittico sulla guerra, dopo 'Fires on the Plain' (2014) e 'Shadow of Fire' (2023). Infine una curiosità: Tsukamoto ha lavorato al progetto per sette anni e ha definito il libro di Nelson - che raccontò davanti al pubblico la propria esperienza circa 1.200 volte nel solo Giappone - come l'opera di non-fiction più terrificante che avesse mai incontrato.
M.Vogt--VB