Volkswacht Bodensee - Ilenia Pastorelli, 'io tra Dario Argento e il sogno di House of the Dragon'

Ilenia Pastorelli, 'io tra Dario Argento e il sogno di House of the Dragon'
Ilenia Pastorelli, 'io tra Dario Argento e il sogno di House of the Dragon'

Ilenia Pastorelli, 'io tra Dario Argento e il sogno di House of the Dragon'

L'attrice: "Non tutti possono inseguire i propri sogni. Devo tutto a Mainetti"

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(di Francesco Gallo) Ilenia Pastorelli, quarant'anni di vera spontaneità, è divisa tra Dario Argento, la passione per 'House of the Dragon' e gli strali verso un cinema poco autentico e che non sa parlare alla gente di periferia. Intanto Argento, perché dopo 'Occhiali scuri' in cui era stata diretta dal maestro del brivido italiano torna a lavorare con lui da protagonista in 'Carne della mia carne' di Nunzio Altobelli, film tratto appunto da una sceneggiatura del regista. "È un film molto tosto. È uno di quei ruoli femminili che amo tanto e che solo Argento sa fare così, insomma sono sempre contenta di partecipare a cose sue. Interpreto un'infermiera vedova con una figlia adolescente che scompare improvvisamente e che decide di indagare personalmente, aiutata dal suo compagno, un poliziotto interpretato da Alessio Boni", ha raccontato l'attrice al Filming Sardegna Festival di Tiziana Rocca. Ma il sogno di Pastorelli è un altro: "Adesso è iniziata la quarta stagione di 'The House of Dragon' e io ne vado matta - dice con entusiasmo da fan - farei qualsiasi cosa per recitare in quella serie. Cosa vorrei fare? Sicuramente la Regina (Rhaenyra Targaryen, ndr)". Non manca un cenno polemico sul cinema: "Ma come mai al cinema anche in borgata spunta la zia ricca che parla in romanaccio? Mi è capitato a Ponza: dei ragazzi su un barca di 50 metri parlano di fare un film su Tor Bella Monaca e sui coatti di periferia, perché hanno empatizzato con la Magliana e Tor Bella Monaca. Ma in quei posti - dice l'attrice alzando gli occhi al cielo - non ci so' nati! Non l'hanno mai vista Tor Bella Monaca! Se il cinema italiano non incassa, parliamoci chiaro, a volte è un problema di autenticità e molto spesso perché è una grande rottura". E ancora l'attrice: "Si fanno troppo spesso film per gli addetti ai lavori e non per il pubblico. Mia zia di Torre Angela non si riconosce in certi film ambientati nelle periferie, perché vengono raccontati con uno sguardo radical chic. O sei Claudio Caligari e fai Amore tossico, perché conosci davvero quel mondo, oppure rischi di raccontare qualcosa di finto. È questo il problema". Nata a Roma il 24 dicembre 1985, Ilenia Pastorelli, dopo aver lavorato come modella e aver raggiunto la popolarità con la dodicesima edizione del Grande Fratello, ha fatto il grande salto al cinema debuttando sul grande schermo con Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti. Oggi il reality può essere come allora un trampolino di lancio? "Avevo 24 anni e mi dissero: se varchi quella porta noi ti diamo un tot, ed era quanto guadagnava mia madre in un anno, quindi io quella porta l'ho varcata. Mi avevano detto che sarei durata due o tre settimane, invece sono rimasta sei mesi. Non sognavo di fare l'attrice fin da bambina, non dicevo certo a mia madre che volevo entrare al Centro Sperimentale, non sapevamo nemmeno cosa fosse. C'è una differenza enorme tra chi può permettersi di inseguire certi sogni e chi no. Poi è successo qualcosa di imprevedibile. Nicola Guaglianone guardava il Grande Fratello e, senza che io lo sapessi, scriveva il personaggio pensando a me. Un giorno Gabriele Mainetti mi chiamò per un provino, pensavo fosse uno scherzo. Ci ha messo due anni a decidere di prendermi. Ogni tre mesi mi richiamava e mi diceva: 'Sei bravissima, però forse prendo un'attrice più famosa'. Poi cambiava idea. A Gabriele Mainetti devo tutto. È stato il primo regista che, durante i provini, mi convinceva che potessi fare l'attrice, invece del contrario. Mi diceva: 'Guarda che tu sei un'attrice'. E io rispondevo: 'Se lo dici tu…'".

H.Weber--VB