Volkswacht Bodensee - La regista indiana Payal Kapadia presidente della giuria della 'Semaine' a Cannes

La regista indiana Payal Kapadia presidente della giuria della 'Semaine' a Cannes
La regista indiana Payal Kapadia presidente della giuria della 'Semaine' a Cannes

La regista indiana Payal Kapadia presidente della giuria della 'Semaine' a Cannes

Con lei sono giurati Pellerin, Oklou, Ampadu e Kovitvanitcha

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La regista indiana Payal Kapadia sarà la presidente della giuria della Semaine de la Critique alla 79/a edizione del Festival di Cannes (12 - 23 maggio). La cineasta sarà affiancata dall'attore canadese Théodore Pellerin, dalla cantautrice francese Oklou, dalla produttrice ghanese-britannica Ama Ampadu e dal giornalista e direttore del Bangkok World Film Festival, Donsaron Kovitvanitcha. 
 Nata nel 1986 a Mumbai, la regista Payal Kapadia ha creato, tra cortometraggi e lungometraggi, un corpus di opere "in cui la poesia si contrappone alla sua intransigente visione politica del suo Paese - si spiega in una nota -. Questa dualità è alla base della forza del suo cinema, un universo che evoca ogni forma espressiva per narrare miti popolari e portare alla luce vite invisibili, lotte di classe e la realtà della vita delle donne". Dopo aver studiato regia al Film & Television Institute of India a Pune, i suoi cortometraggi Afternoon Clouds e And What is the Summer Saying sono stati selezionati alla Cinéfondation e alla Berlinale. Il suo primo lungometraggio documentario, A Night of Knowing Nothing, è stato selezionato alla Quinzaine des Réalisateurs nel 2021 e ha vinto l'Oeil d'Or come miglior documentario. "Il mio percorso come regista è stato sostenuto fin dall'inizio grazie alle selezioni dei festival cinematografici - spiega Payal Kapadia -. Attraverso questi ho avuto l'opportunità di incontrare altri come me provenienti da tutto il mondo e mi hanno aiutato a costruire una comunità di futuri collaboratori". Nel 2024, il Festival di Cannes ha assegnato il Gran Premio al suo secondo lungometraggio, All We Imagine as Light. "In un momento in cui il cinema indipendente si sta erodendo in ogni Paese - aggiunge la regista - sostenere le opere prime dei registi è quasi una forma di resistenza alle forze del mercato. La critica cinematografica è una delle componenti chiave dell'ecosistema del cinema indipendente e d'autore. I primi film sono spesso più liberi, audaci e coraggiosi, dotati di una voce individuale, e sostenerli è assolutamente essenziale. I primi film sono anche fragili e il fatto di essere coltivati in una sezione come la Settimana della Critica li aiuta a fiorire tra le opere di registi già affermati."

E.Gasser--VB