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David Koma Resort, la femminilità ribelle anni '60
Lo stilista georgiano interpreta la bellezza come forza
(di Patrizia Vacalebri) Ispirazione anni Sessanta per la collezione Resort 2026 di David Koma, lo stilista di origine georgiana-britannica che ha preso le redini del marchio Blumarine nel 2024, dopo la gestione storica di Anna Molinari, segnando un nuovo capitolo nella storia del brand. Rivisitando il passato con uno sguardo moderno, Koma crea una collezione in cui la patina di perfezione lascia il posto a una verità molto più potente: la femminilità come ribellione e la bellezza come forza. La collezione David Koma Resort 2026 è un'ode tenera e sovversiva agli anni '60, la sua perenne epoca d'ispirazione, nata rivedendo Mad Men, la serie tv in cui in un'agenzia pubblicitaria di Manhattan, dirigenti, creativi e assistenti ambiziosi cercano potere, amore e identità in un mondo fatto di immagine. David Koma s'innamora nuovamente dell'enigma dei suoi personaggi femminili principali, Betty Draper e Megan Calvet. Pratici e raffinati in superficie, alludono a un interno sommerso, dove la lingerie di pizzo convive sotto colori pastello e dove moderazione e ribellione si intrecciano. Koma trasforma questa dualità in un linguaggio visivo di contraddizione: occultamento ed esposizione, controllo e tentazione, morbidezza temprata dall'acciaio. La collezione smaschera l'immagine idealizzata della femminilità per rivelarne un'audace reinterpretazione, come costrutto e armatura. Le scelte dei materiali in tutta la collezione parlano un linguaggio spiccatamente femminile: pizzo leggero come un sussurro, raso fluido, tulle trasparente e tweed decorato con paillettes. Drappeggi fluidi e delicati papillon appaiono come motivi ricorrenti, ammorbidendo le forme strutturali. Le silhouette scultoree rendono omaggio al glamour domestico degli anni '60, mentre l'idea sobria di "twin set e perle" viene sfacciatamente reinterpretata come un cardigan corto in maglia tempestato di perle indossato con hotpants coordinati, trasformando la sobrietà in audacia. Le decorazioni diventano una narrazione tattile della femminilità. Dettagli floreali tridimensionali, emblema senza tempo di femminilità, sbocciano in tutta la collezione. Cerchi di pizzo accoppiato formano grappoli di petali sparsi su bralette e pantaloni, così come su abiti babydoll. Le iterazioni in denim elevano i classici funzionali, trasformando giacche e jeans morbidi in pezzi scultorei da esposizione. Altrove, rose in raso e pizzo sono applicate a rete di seta arricciata o delicatamente posizionate su tulle trasparente, rivelando solo la pelle sottostante. Nella versione metallica, i fiori assumono un ruolo più deciso: steli cromati che si snodano tracciano i bordi dei ritagli, mentre borchie metalliche creano impronte floreali. Un ulteriore livello di narrazione visiva proviene dall'universo provocatorio di Mel Ramos, le cui muse iperfemminili e aerografate ispirano la palette stagionale: giallo ranuncolo, lilla cipria, bianco perlato e nero inchiostro. Le righe grafiche in bianco e nero riecheggiano la sensibilità pop-art, riprodotte in ecopelle color burro o maglie sportive, trasformando i corpi in tele per illusioni ottiche. Richiamando Maidenform Molly di Ramos, il caratteristico cut-out di Koma appare come un quadrato ben definito sul seno, mettendo in mostra giocosamente la lingerie sottostante.
W.Huber--VB
