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Un'umanità da horror e salvifica in 28 anni dopo: Il tempio delle ossa
Torna la saga horror tra fanatismo religioso, speranza e un magistrale Fiennes
Deliri d'onnipotenza, fanatismo religioso portato fino alla violenza cieca, citazioni dell'iconografia cristologica e demoniaca filtrate da momenti di humour nerissimo, ma anche un sogno di speranza. Non ha paura di eccedere, anzi, osa e provoca Nia DaCosta, cineasta emergente che passa con disinvoltura dai progetti autoriali ai blockbuster (quest'anno è entrata nel circuito dei premi con Hedda, adattamento queer e moderno della piece di Ibsen, Hedda Gabler) voluta da Danny Boyle per dirigere 28 anni dopo - Il tempio delle ossa, con un magistrale Ralph Fiennes, Jack O'Connell, Alfie Williams, Erin Kellyman e Chi Lewis-Parry in sala dal 15 gennaio con Eagle Pictures. È il secondo capitolo, dopo 28 anni dopo (2025), diretto dallo stesso Boyle, della nuova trilogia horror thriller distopica dedicata al mondo post apocalittico di una Gran Bretagna invasa da un virus della rabbia, che trasforma gli esseri umani in infetti, ovvero feroci zombie cannibali. Una realtà da incubo ideata dal regista di Trainspotting e dallo sceneggiatore Alex Garland, esplorata per la prima volta nel 2002 con 28 giorni dopo che aveva per protagonista Cillian Murphy, e proseguita con il sequel del 2007 28 settimane dopo, diretto da Juan Carlos Fresnadillo. Una diramazione della storia che Boyle e Garland hanno ignorato rilanciando il racconto con i capisaldi delle origini, nuovi personaggi e attesi ritorni. Qui ritroviamo l'adolescente Spike (Williams), che dopo una prova all'ultimo sangue è costretto a restare con 'i Jimmys' incontrati alla fine del film precedente. Il gruppo prende il nome (e il look) dal suo dispotico leader, Sir lord Jimmy Crystal (O' Connell), sopravvissuto da bambino alla mattanza della sua famiglia e diventato un giovane spietato e psicotico, che impone la sua volontà agli adepti reclutati, presentandosi come il figlio predestinato di un'entità sacra/demoniaca. In un modus operandi da setta, i Jimmys sterminano tanto gli infetti quanto i non contagiati, vittime sacrificali in riti efferati (una scena, in particolare sfocia nel torture porn). In un'altra area non molto distante, invece c'è sempre il Dr Kelson (Fiennes, in una performance intensa e sorprendente), diventato nel primo film una figura importante per Spike. Il medico decide di affiancare alla missione della sua vita, rendere omaggio alle vittime della pandemia erigendo totem fatti di ossa e teschi, un nuovo rischioso impegno: sperimentare un possibile antidoto sul più pericoloso degli infetti, l'alpha Samson (Lewis-Parry).
D.Bachmann--VB
