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La 'giovane' Nona di Tjeknavorian riempie l'auditorium di Milano
Confermata l'esecuzione per Capodanno, ormai una tradizione
Emmanuel Tjeknavorian ha un che di romantico nel look coi lunghi capelli ricci e la barba folta che ricordano un quadro di Caspar David Friedrich con un giovane di spalle che guarda l'orizzonte come lui guarda l'orchestra che dirige. Di solito il look per un direttore d'orchestra non è importante, ma nel caso del maestro trentenne che ha preso in mano l'orchestra Sinfonica di Milano per l'esecuzione della Nona di Beethoven lo è. Per la Sinfonica suonare la Nona a Capodanno è una tradizione che si ripete dal 1999. In questa occasione (con i concerti praticamente di lunedì' 28, martedì 29, del 31 e poi del pomeriggio del primo gennaio), però, Tjeknavorian ha messo il suo marchio, con una direzione 'giovane' ed energica di orchestra, coro e solisti. Il primo ad essere rapito dalla musica, che ha anche cantato, mimato e quasi danzato, è stato proprio lui. E il pubblico non ha potuto che seguirlo con entusiasmo, non facendo caso a qualche piccola sbavatura. "La Nona di Beethoven - ha spiegato - resta una delle più straordinarie conquiste dell'umanità. La sua visione di fratellanza universale è oggi più urgente che mai. Concludere l'anno e accogliere il nuovo con quest'inno alla gioia e alla giustizia non è solo simbolico, è profondamente necessario".
R.Buehler--VB