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Uno 'sconosciuto architetto' tra Avatar e Checco Zalone
In sala la commedia di Demoustier con Xavier Dolan nel cast
(di Francesco Gallo) Per una legge naturale, che non si sa bene da dove venga, c'è sempre una certa simpatia per i Davide contro i Golia, per chi sfida i giganti. È il caso di un film 'piccolo piccolo' come 'Lo Sconosciuto del Grande Arco', uscito il 1 gennaio con Movies Inspired e vittima designata nella concorrenza con 'Avatar' e con 'Buen Camino' di Checco Zalone e che, proprio per questo, suscita affetto e istinto di protezione. E non senza motivo. Intanto questa commedia sociale va ad intercettare quel pubblico che non subisce né il fascino dello girandola digital-epica di Avatar né la comicità senza filtri del comico pugliese. A questo si aggiunga il fatto che il film racconta una pagina di storia di uno dei più importanti monumenti parigini: l'Arco Cubo o Grande Arche de la Fraternité, imponente struttura nel quartiere de La Défense rivestita di marmo bianco, sullo stesso storico asse dell'Arco di Trionfo. Che succede nel film di Stéphane Demoustier? Siamo a Parigi nel 1983 e François Mitterrand, neoeletto presidente della Repubblica, vuole lasciare il segno: bandisce così un concorso internazionale di architettura per la costruzione della Défense. A vincerlo, contro ogni aspettativa, è Johann Otto von Spreckelsen (Claes Bang), longilineo architetto danese del tutto sconosciuto anche in patria, ma con una sua rigidità tutta protestante. Un uomo insomma tutto d'un pezzo, un artista puro con sandali ai piedi e etica cristallina che dovrà fare i conti con la burocrazia francese, gli intrighi della politica, le lottizzazioni e le elezioni legislative. Johann Otto von Spreckelsen, insieme alla sua teutonica moglie, resta comunque determinato a non cedere, soprattutto sulla qualità dei materiali come il marmo di Carrara da lui personalmente scelto, e finirà dopo tutta una serie di impedimenti con il ritirarsi vedendo la sua opera finita da altri. Nel film, intorno a un Mitterand (Michel Fau) pieno di ostentata grandeur, tanti cortigiani tra cui Xavier Dolan che interpreta il suo zelante segretario; completano il cast Swann Arlaud e Sidse Babett Knudsen. All'origine di 'Lo Sconosciuto del Grande Arco' c'è un libro di Laurence Cosse dedicato alla creazione del Grande Arche de la Défense: "Per oltre dieci anni - rivela il regista al suo quinto film - mi sono guadagnato da vivere realizzando film su commissione per il Pavillon de l'Arsenal e la Cité de l'architecture. È stata questa la mia formazione di cineasta. Ho sviluppato così un interesse per l'architettura e per le questioni estetiche e sociali che comporta. L'architettura ha in comune con il cinema il fatto di essere un'arte del prototipo, con una realizzazione collettiva e industriale". Quanto è importante il personaggio di Mitterrand in questa storia? "Volevo che il film tracciasse il filo conduttore dell'incontro tra queste due personalità, poiché ciascuno vedeva probabilmente nell'altro il riflesso del proprio genio. Mitterrand era un uomo distante, ma ha mantenuto una forma di intimità con Spreckelsen. Tutti i testimoni dell'epoca dicevano che c'era una sincera ammirazione da parte di Mitterrand, monarca costruttore, nei confronti di colui che chiamava 'Monsieur l'Architecte'. Fino a quando la situazione politica non alterò inevitabilmente il rapporto".
L.Meier--VB
