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Coop, giro d'affari 2025 a 17 miliardi, Brisigotti nuovo presidente
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Mimit, ancora ribassi per i carburanti, verde self a 1,814 euro
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Borsa: Milano negativa (-0,8%), giù Saipem ed Stm, bene Ferrari
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Borsa: Europa debole in apertura, Parigi -0,25%, Londra -0,28%
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Banca Ifis, cessione delle attività di Npl entro la fine dell'anno
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++ Sito ricerca in Venezuela, oltre 50.000 le persone disperse ++
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Borsa: Milano apre in calo, -0,52%
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Borsa: Asia in rosso, nuova ondata di vendite sui chip, Tokyo -4,15%
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Bloomberg, 'traffico navale stretto Hormuz continua, malgrado attacco'
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Lo spread tra Btp e Bund tedeschi apre in rialzo a 73,5 punti
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Antitrust, istruttoria su aumento prezzo abbonamento al servizio "Microsoft 365"
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Il gas apre in rialzo sopra i 40 euro sulla piazza Ttf di Amsterdam
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Prezzo petrolio in calo, Wti scambiato a 70,83 dollari
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Aiea, 'dopo la guerra severo sistema monitoraggio su nucleare Iran'
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Mosca, almeno 660 droni ucraini abbattuti nella notte sulla Russia
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Borsa: il Kospi perde oltre l'8%, Seul attiva il circuit breaker
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Venezuela, il bilancio del terremoto sale ad almeno 235 morti
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Mondiali: Ecuador-Germania 2-1
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Audiovisivo in allerta per tagli manovra, 'rischio fallimenti'
Tax credit "entra in un regno di incertezza". Chiesta audizione
Il taglio ai fondi per il cinema in manovra e la crescente "insicurezza" sul credito d'imposta allarmano l'industria dell'audiovisivo. "Prevediamo grandissimi impatti occupazionali, un rischio di fallimenti a catena di imprese anche rilevanti e la quasi scomparsa di una parte importante del settore", avverte Alessandro Usai, presidente di Anica. L'occasione per parlarne è stata una conferenza stampa congiunta alla Casa del Cinema di Roma con Chiara Sbarigia, presidente di Apa, e Gianluca Curti, presidente di Cna Cinema e Audiovisivo. "Applicate così come sono scritte - ha aggiunto Usai - le proposte causerebbero una crisi di produzione e occupazionale che non ha precedenti". Secondo Sbarigia il rischio è la perdita del posto per "oltre 50mila lavoratori intermittenti nella produzione audiovisiva". Nel comparto sono tantissimi gli occupati a progetto, che perciò se i set non partono rimangono a casa. "Capiamo che la congiuntura economico-finanziaria è molto fragile, ma chiediamo di concordare insieme le tempistiche - ha ribadito Curti -. Il ciclo industriale nel nostro sistema è molto lungo. Chiediamo di poterci sedere attorno a un tavolo per ragionare a scaglioni per garantire la capacità di programmazione" del lavoro. I rappresentanti delle associazioni vogliono "essere auditi entro il 14 novembre". In particolare, sul tax credit "pochi casi di malutilizzo dei fondi pubblici sono diventati l'emblema di un settore che occupa 124mila persone - ha ricordato il presidente di Anica - e che ha raggiunto obiettivi molto importanti". Il credito d'imposta "non a caso è adottato in tutti i Paesi che hanno un'industria audiovisiva sviluppata", ma "la norma prevista in finanziaria dice sostanzialmente che questo strumento dal 2026 entra in un regno di totale incertezza, perché è previsto un ammontare complessivo di credito d'imposta che non è definito e non c'è la certezza che a fine corsa ci siano i soldi. Quindi chiunque faccia questo mestiere dovrebbe affrontare il set di un film o una serie senza sapere se su quella percentuale di copertura del budget, che arriva dopo, possa fare affidamento oppure no".
T.Ziegler--VB