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Gli Oasis incantano Cardiff nella notte della reunion
Con 'Hello' Liam e Noel Gallagher ricominciano 16 anni dopo
(di Alessandro Carlini) "Hello". Hanno ricominciato da lì, da una delle loro canzoni più famose gli Oasis nella notte di Cardiff, coi fratelli Liam e Noel Gallagher finalmente insieme dopo 16 anni in una reunion storica: sono saliti sul palco uno di fianco all'altro alzando le braccia, mano nella mano, col pubblico in visibilio. I re del brit-pop hanno incantato con le loro chitarre elettriche e i riff melodiosi i 74 mila spettatori del Principality Stadium col gigantesco tetto chiuso, trasformato da casa del rugby gallese a tempio della musica. "È bello essere tornati", ha detto Liam durante il primo brano, scatenando altro entusiasmo tra i fan, per poi passare insieme alla band ad un'altra hit, 'Acquiesce', in cui entrambi i fratelli hanno cantato insieme, per seppellire l'ascia di guerra: "Abbiamo bisogno l'uno dell'altro". E poi ancora il frontman, scatenato, ha commosso il pubblico sottolineando, "È passato troppo tempo", in una esibizione che dà l'avvio a un tour mondiale con 41 concerti, fra Regno Unito, Irlanda, Stati Uniti, Giappone, Australia e Brasile. La scaletta dei brani ha ripercorso la storia dei grandi successi della band di Manchester, nel pieno dei trentesimi anniversari: l'anno scorso si è celebrato quello del debutto con 'Definely Maybe' e il prossimo 2 ottobre toccherà a '(What's the Story) Morning Glory?'. Hanno suonato pezzi come 'Some Might Say', 'Morning Glory', e ancora 'Cigarettes and Alcohol'. La reunion è stata all'insegna di una formazione allargata, quasi una superband, coi Gallagher affiancati dal membro originale degli Oasis, Paul 'Bonehead' Arthurs, così come Gem Archer e Andy Bell, entrambi entrati a far parte del gruppo nel 1999 e rimasti nella formazione fino allo scioglimento del 2009. Con loro Joey Waronker, già batterista di Rem e Beck, e Jess Greenfield, che fa parte del progetto parallelo di Noel, The High Flying Birds. E proprio Noel prima di salire sul palco ha detto: "È fatta, non si torna indietro". I fratelli si sono così lasciati alle spalle il drammatico scioglimento avvenuto sedici anni fa, dopo l'ennesima lite, nel backstage di una loro esibizione durante il festival Rock en Seine a Parigi. La pace, annunciata un anno fa con la notizia del tour, ha visto un processo di riavvicinamento tra i due fratelli e gli altri membri della band iniziato da mesi. Nel frattempo si è messa in movimento una gigantesca macchina dell'organizzazione, contando che sono stati venduti oltre 900.000 biglietti per il tour. Non sono mancate le polemiche, con lo scandalo per le vendite a prezzi gonfiati dei tagliandi da parte di alcuni siti finiti al centro di una inchiesta nel Regno Unito. Ma questo non ha certo frenato l'entusiasmo dei fan arrivati da tutto il mondo. Lo si è visto già da quando è salito sul palco, prima degli Oasis, Richard Ashcroft, storico frontman dei Verve, attesissima guest star, accolto dal boato del pubblico quando ha intonato 'Sonnet' e 'Space and Time', pezzi storici della sua formazione, altra protagonista della stagione brit-pop. "Sono così orgoglioso di essere qui in questa serata storica con la più grande band rock", ha detto un Ashcroft in grande forma e con gli occhiali da sole, che già in passato aveva collaborato con Liam. Per poi alternare alle hit da solista, come 'Song for Lovers', quelle dei gloriosi Verve, da 'The Drugs Don't Work' a 'Bitter Sweet Symphony', dedicata ai Gallagher: il pubblico gli ha tributato una standing ovation per l'esibizione. La serata è stata un grande ritorno agli anni Novanta anche se lo spirito della Cool Britannia, con la sua spensieratezza, è molto lontano in tempi d'incertezza. Ma la musica va per conto proprio, al ritmo dei social, e i ventenni di allora e quelli di oggi si sono trovati, accomunati dalla Oasis-mania, con magliette, cappellini e altro vestiario in stile 'mod', fra la nostalgia per un tempo andato e la riscoperta di canzoni che fanno sempre emozionare.
J.Sauter--VB