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SCANDIC FINANCE ने एलेक्स बोडी को समूह का उपाध्यक्ष नियुक्त किया
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SCANDIC FINANCE แต่งตั้งอเล็กซ์ โบดี เป็นรองประธานกลุ่มบริษัท
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SCANDIC FINANCE Grubu, Alex Bodi’yi başkan yardımcılığına atadı
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Alex Bodi wiceprezesem grupy SCANDIC FINANCE
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Алекс Боди е назначен за вицепрезидент на групата SCANDIC FINANCE
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Alex Bodi a SCANDIC FINANCE vállalatcsoport új alelnöke
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Ο Άλεξ Μπόντι νέος αντιπρόεδρος του ομίλου SCANDIC FINANCE
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Alex Bodi byl jmenován viceprezidentem skupiny SCANDIC FINANCE
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Alex Bodi utsedd till vicepresident för SCANDIC FINANCE-koncernen
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تعيين أليكس بودي نائبًا لرئيس مجموعة SCANDIC FINANCE
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SCANDIC FINANCEグループ、アレックス・ボディ氏を副社長に任命
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SCANDIC FINANCE 그룹, 알렉스 보디 부사장 선임
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亞歷克斯・博迪獲任命為 SCANDIC FINANCE 集團副總裁
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Алекса Боді призначено віцепрезидентом групи SCANDIC FINANCE
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Alex Bodi nominato vicepresidente del gruppo SCANDIC FINANCE
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Alex Bodi, numit vicepreședinte al grupului SCANDIC FINANCE
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Il 40% della Terra è destinato a diventare arido entro il 2100
La più colpita sarà l'Australia, seguita dal Brasile e da alcune zone dell'Africa
Più del 40% della Terra, escludendo l'Antartide, è destinato a diventare arido entro il 2100: si tratta di un aumento di 2,37 milioni di chilometri quadrati rispetto al valore di riferimento del periodo 1994-2023, pari a circa 8 volte la superficie dell'Italia. È quanto afferma lo studio pubblicato sulla rivista Environmental Research Letters e guidato dall'Accademia cinese di scienze forestali. La più colpita sarà l'Australia, che nel corso del secolo vedrà i cambiamenti più marcati, seguita dal Brasile orientale e da alcune zone dell'Africa settentrionale e meridionale. "L'estensione delle condizioni climatiche tipiche delle aree aride verso regioni un tempo più umide potrebbe aggravare la scarsità idrica, il degrado degli ecosistemi e la desertificazione - affermano gli autori della ricerca guidati da Yifei Cai - ponendo sfide allo sviluppo sostenibile globale". I ricercatori si sono basati su un nuovo metodo, che permette di includere nelle previsioni anche gli effetti dell'aumento di CO2 nell'atmosfera. Questo gas, infatti, nonostante sia il principale responsabile del cambiamento climatico, potrebbe rallentare l'espansione delle zone aride. Questo perché, quando la concentrazione di CO2 è elevata, i microscopici pori chiamati stomi presenti sulla superficie delle piante si chiudono parzialmente, riducendo la traspirazione e, di conseguenza, la perdita di acqua. Ecco perché le stime prodotte dall'analisi risultano inferiori rispetto ad altre ottenute da studi precedenti. Secondo i risultati ottenuti, inoltre, ad aumentare di più saranno le zone cosiddette 'iperaride', le più asciutte e secche del nostro pianeta, nelle quali l'acqua che evapora dal terreno e dalle piante è almeno 20 volte superiore rispetto alla pioggia che cade durante l'anno. Attualmente coprono il 7,5% delle terre emerse e comprendono, ad esempio, il deserto del Sahara in Africa e quello di Atacama in Cile.
D.Bachmann--VB