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Il 25 aprile si celebra il Dna Day, è un doppio anniversario
Esperto: 'Il genoma è l'ultimo vero grande patrimonio dell'umanità'
Il 25 aprile si celebra in tutto il mondo il Dna Day, una giornata in cui ricorre un doppio anniversario: la pubblicazione nel 1953 della struttura a doppia elica, da parte di James Watson e Francis Crick sulla rivista Nature, e la conclusione del Progetto Genoma Umano nel 2003, la vasta impresa scientifica internazionale che ha portato al sequenziamento dell'intero Dna di un uomo, composto da circa 3 miliardi di coppie di basi. Entrambi questi eventi hanno rappresentato una rivoluzione e un punto di svolta per la ricerca scientifica. "Il genoma è l'ultimo vero grande patrimonio dell'umanità", dice all'ANSA Stefano Gustincich, che è direttore del Centro di Genomica Clinica e Computazionale (C3G) presso l'Istituto Italiano di Tecnologia di Aosta, dove ha sequenziato i genomi di circa 6mila abitanti della Valle d'Aosta. Gustincich ha partecipato allo Human Genome Meeting 2026, organizzato ad Atene proprio in questi giorni, dal 21 al 24 aprile, dalla Human Genome Organization (Hugo): l'organizzazione internazionale nata per coordinare il Progetto Genoma Umano, il cui presidente è l'italiano Piero Carninci. Tra le altre cose, durante l'evento si è parlato della fase 2 del Progetto Genoma Umano, che dovrebbe puntare a sequenziare l'1% della popolazione mondiale, cioè oltre 80 milioni di persone. "Il messaggio che è emerso - sottolinea Gustincich - è che siamo tutti 'parenti', condividiamo tutti un'origine comune: il sequenziamento delle varie popolazioni valorizza le nostre diversità, ma sempre all'interno del grande genoma umano". "Sono stati presentati tanti progetti molto interessanti - aggiunge l'esperto - come quello degli Emirati Arabi, che stanno addestrando centinaia di medici perché imparino a interpretare i dati genetici dei pazienti. Questo è un periodo molto eccitante per noi scienziati, ma deve esserlo anche per i cittadini, perché la genomica sta permettendo lo sviluppo della medicina di precisione". Il ricercatore dell'Iit afferma che l'Italia è stata ben rappresentata all'interno del convegno, ma evidenzia anche la mancanza di un progetto genoma umano italiano, che possa mettere insieme i vari studi condotti a livello locale o regionale: "La volontà c'è - conclude Gustincich - ma bisogna concretizzarla".
B.Wyler--VB