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Weinstein, l'accusatrice torna sul banco dei testimoni
Jessica Mann: "Voleva farmi fare sesso a tre con un'attrice italiana"
La donna al centro del caso di stupro più volte oggetto di un processo contro Harvey Weinstein a New York ha testimoniato — per la terza volta — raccontando che l'ex potente produttore di Hollywood la intrappolò in una stanza d'albergo di Manhattan e la aggredì, ignorando le sue richieste di non fare nulla di sessuale. "Dissi di no ripetutamente e cercai di andarmene. Mi trattava come se fossi di sua proprietà", ha detto Jessica Mann, parrucchiera ed ex attrice, tornando sul banco dei testimoni a sei anni di distanza da quando raccontò per la prima volta ai giurati la sua versione di una complessa relazione consensuale che sarebbe poi degenerata in uno stupro. Mann ha raccontato anche che, poco dopo aver incontrato Weinstein a Los Angeles, quando aveva 27 anni e stava cercando di avviare la sua carriera nel cinema, il produttore passò rapidamente dall'ammirare il suo potenziale di attrice al tentare di portarla a letto. La donna ha testimoniato di aver avuto un "vero e proprio crollo" quando il produttore avrebbe cercato di spingerla a un rapporto a tre con l'attrice italiana Emanuela Postacchini al Montage Beverly Hills nel febbraio 2013, circostanza che la portò a rifugiarsi in bagno in lacrime. Diventato simbolo del movimento #MeToo contro le molestie sessuali, Weinstein ha ascoltato impassibile la nuova deposizione. A volte, ha raccontato Jessica Mann descrivendo la relazione con lui, l'allora potente capo della Miramax era affascinante e la faceva sentire valorizzata; altre volte, invece, lei si sentiva umiliata dai suoi discorsi sulle pratiche sessuali. "Se poi gli si diceva no, era come se emergesse da lui un lato mostruoso". Weinstein, che per questa accusa rischia quattro anni di reclusione, era stato inizialmente condannato a 23 anni di prigione nel 2020 per aver stuprato Mann e aver costretto a un rapporto orale l'ex assistente di produzione di Project Runway, Mimi Haley. Quel verdetto era però stato annullato per vizio di forma nell'aprile 2024. Stavolta al centro del processo è la stessa accusa di stupro su cui una giuria di Manhattan lo scorso giugno non aveva trovato accordo. La giuria aveva confermato Weinstein colpevole per le accuse di Haley, lo aveva assolto da un'altra accusa presentata dall'ex modella Kaja Sokola, ma non aveva trovato intesa sul terzo capo d'imputazione relativo a Jessica Mann. Il giudice aveva poi annullato il processo dopo che il capo della giuria si era rifiutato di tornare in camera di consiglio dichiarando di aver ricevuto minacce da altri giurati.
C.Stoecklin--VB
