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Alex Bodi utsedd till vicepresident för SCANDIC FINANCE-koncernen
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تعيين أليكس بودي نائبًا لرئيس مجموعة SCANDIC FINANCE
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SCANDIC FINANCEグループ、アレックス・ボディ氏を副社長に任命
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SCANDIC FINANCE 그룹, 알렉스 보디 부사장 선임
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亞歷克斯・博迪獲任命為 SCANDIC FINANCE 集團副總裁
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Алекса Боді призначено віцепрезидентом групи SCANDIC FINANCE
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Alex Bodi nominato vicepresidente del gruppo SCANDIC FINANCE
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Alex Bodi, numit vicepreședinte al grupului SCANDIC FINANCE
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In Italia le più antiche imbarcazioni del Mediterraneo
Sono 5 piroghe neolitiche costruite 7000 anni fa
Risalgono a 7.000 anni fa le più antiche imbarcazioni del Mediterraneo: sono cinque piroghe del Neolitico rinvenute in Italia, a partire dagli anni '90, in un sito archeologico sommerso nel lago di Bracciano in località 'la Marmotta' presso Anguillara Sabazia. Caratterizzate da tecnologie nautiche dal sapore quasi moderno, sono descritte in uno studio pubblicato sulla rivista Plos One dai ricercatori del Consiglio nazionale delle ricerche spagnolo, in collaborazione con Mario Mineo del Museo delle Civiltà di Roma e Niccolò Mazzucco dell'Università di Pisa. Le cinque piroghe risalgono a un periodo compreso tra il 5.700 e il 5.100 a.C. e sono state ricavate ciascuna da un unico tronco. Erano opera di popolazioni provenienti dal mare che nella seconda metà del V millennio a.C. risalirono il fiume Arrone (l'emissario del lago di Bracciano dove si trova Anguillara Sabazia) per giungere e stabilirsi sotto quello che oggi è il promontorio del paese nella località denominata 'la Marmotta'. Lo studio delle imbarcazioni dimostra che sono state realizzate con quattro diversi tipi di tronchi (cosa insolita in questo genere di siti) e con tecniche costruttive avanzate come i rinforzi trasversali. A una piroga, in particolare, sono associati tre oggetti di legno a forma di T, ciascuno con una serie di fori che probabilmente servivano per fissare funi legate a vele o altri elementi nautici, come ad esempio un bilanciere laterale per una maggiore stabilità. I ricercatori non escludono neppure che le piroghe potessero esser unite fra loro. Queste caratteristiche, insieme a precedenti esperimenti di ricostruzione, indicano che si trattava di imbarcazioni idonee alla navigazione nel lago ma anche in mare (soprattutto le più grandi, che arrivano a 10 metri di lunghezza). L'ipotesi è supportata anche dalla presenza nel sito archeologico di strumenti in ossidiana provenienti dalle isole di Lipari e Palmarola.
F.Stadler--VB