Fiorella Mannoia e Carlo Di Francesco: il matrimonio per sfinimento e il nuovo disco
Fiorella Mannoia, a 72 anni, apre il cuore in un'intervita al Corriere della Sera raccontando la sua storia d'amore con Carlo Di Francesco, percussionista di 26 anni più giovane. La cantante parla del matrimonio 'per sfinimento' durante la pandemia e presenta il nuovo album 'Anime Salve', dedicato a Fabrizio De André e Ivano Fossati.
Fiorella Mannoia, a 72 anni, non nasconde la propria natura pigra. In un'intervista al Corriere della Sera, la cantante apre il sacco con la serenità di chi ha costruito mezzo secolo di carriera sulla disciplina. Nonostante un calendario che prevede centoventi date all'anno, quando torna a casa cerca il divano e la solitudine, lontano dai riflettori.
Al centro del racconto c'è Carlo Di Francesco, 46 anni, percussionista, polistrumentista e produttore nato ad Avezzano. Tra i due vi è una differenza di ventisei anni, ma per Mannoia non ci sono stati imbarazzi nel raccontare la loro storia. Si incontrarono sul set di un video musicale, dove lui suonava le percussioni: «Ci siamo guardati e da lì non ci siamo più lasciati». Lei, che tradizionalmente non credeva nel colpo di fulmine, li definisce due incoscienti: «Se ci avessimo pensato, non ci saremmo neanche fidanzati».
Il matrimonio è arrivato dopo vent'anni di convivenza, definito dalla cantante come un passo naturale dettato dallo sfinimento. Organizzare una grande festa non rientrava nella sua mentalità, ma la pandemia ha fornito la scusa perfetta: con le restrizioni si potevano invitare pochi ospiti e non serviva alcun copione. «Se no quando mi sposo? Al geriatrico?», scherza Mannoia.
Ogni venerdì Fiorella Mannoia siede tra i coach di The Voice Senior su Rai1, insieme ad Arisa, Nek, Rocco Hunt e Clementino. La differenza di ruolo è netta: mentre per anni è stata giudicata, ora giudica solo adulti maturi. «Non farei mai il giudice di un ragazzo perché non troverei il coraggio di spezzare un sogno», rivela, aggiungendo che «non è capace di mentire».
Parallelamente alla televisione, la cantante porta nei teatri la tranche invernale di "Fiorella canta Fabrizio e Ivano: Anime Salve", viaggio nel repertorio di Fabrizio De André, scoperto a quattordici anni, e di Ivano Fossati, con cui collabora dal 1988. Il disco "Anime Salve" esce il 27 novembre ed è stato registrato in presa diretta al Teatro Carlo Felice di Genova. Le diciotto canzoni affrontano temi universali come la guerra, la libertà e l'identità, con arrangiamenti curati dallo stesso marito. I teatri pieni la commuovono: «Se la gente viene a sentire queste canzoni, significa che non tutto è perduto».
La carriera di Mannoia è costellata di momenti storici. Esordì al Festival di Castrocaro a quattordici anni scegliendo Adriano Celentano invece del solito brano di Mina. A Sanremo ha partecipato più volte: nel 1981 con "Caffè nero bollente", nel 1987 con "Quello che le donne non dicono" (che vinse il Premio della Critica) e nel 2017 con "Che sia benedetta". Non nasconde di non aver mai avuto spirito competitivo sul palco, pur ammettendo di innervosirsi perdendo a burraco o alla PlayStation.
Con l'album del 2016 "Combattente", prodotto da Di Francesco, ha difeso cause sociali e incassato insulti che oggi la divertono. A fine carriera, ciò che le manca non sono i vent'anni di giovinezza, ma l'infanzia: «Eravamo felici e liberi». Forse è in questa scommessa sull'incoscienza il segreto della sua longevità artistica.
Il tour teatrale prosegue con date a Palermo, Ragusa, Firenze, Bergamo, Legnano, Genova, Ravenna, Salerno, Napoli, Bari e Lecce nei giorni scorsi e nelle prossime settimane.
L.Meier--VB