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Trentini e Burlò sopravvissuti al Rodeo 1, il carcere più duro del Venezuela
Ultime ore di attesa per i due che sono all'interno dell'ambasciata d'Italia a Caracas
Ultime ore di attesa per Alberto Trentini e Mario Burlò presso l'ambasciata d'Italia in Venezuela, situata nel municipio di Chacao, "cuore" finanziario di Caracas. La situazione davanti alla sede diplomatica appare tranquilla e non si nota nemmeno la presenza della polizia. L'operatore umanitario Alberto Trentini e l'imprenditore Mario Burlò sono pronti a tornare a casa dopo aver sopportato l'inferno del carcere di Rodeo 1, il più pericoloso del Paese, secondo una recente denuncia della leader dell'opposizione María Corina Machado. Le condizioni del penitenziario, destinato ai prigionieri politici, sono state descritte come "crudeli, disumane e degradanti", con situazioni che in alcuni casi possono costituire "tortura", anche da organizzazioni come Amnesty International e dalla Missione internazionale indipendente delle Nazioni Unite sul Venezuela. Secondo i rapporti dell'Osservatorio penitenziario venezuelano, i detenuti del Rodeo 1 sono sottoposti a un "periodo di riflessione" iniziale di 30 giorni in isolamento, dormono su letti di cemento senza materassi o coperte e non hanno accesso ad acqua potabile e prodotti igienici di base.
G.Frei--VB