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Ecuador, condannati 11 militari per la sparizione di quattro minorenni
Pene fino a 34 anni per il caso dei ragazzi scomparsi a Guayaquil
Il Tribunale penale di Guayaquil, in Ecuador, ha condannato 11 militari ad oltre 34 anni di carcere per la sparizione forzata di Ismael, Josué, Steven e Nehemías, quattro ragazzi tra gli 11 e i 15 anni, avvenuta un anno fa durante operazioni di sicurezza nel principale porto del paese sudamericano. Le sentenze recepiscono integralmente le richieste dell'accusa nei confronti dei soldati ritenuti esecutori materiali del reato. Altri cinque militari, che hanno collaborato con la procura, sono stati condannati a due anni e mezzo di reclusione; assolto invece un tenente colonnello accusato di complicità ma non presente nella pattuglia. Lo rendono noto i principali media ecuadoriani. I minori scomparvero nel dicembre scorso nel quartiere Las Malvinas, nel contesto dell'offensiva militare contro il crimine organizzato lanciata dal presidente Daniel Noboa, che aveva decretato stati d'emergenza e disposto pattugliamenti dell'esercito. Secondo l'accusa, i soldati fermarono i ragazzi durante un controllo notturno, li picchiarono e li abbandonarono nudi nella località rurale di Taura, a sud della città. Uno dei minori riuscì a telefonare al padre, che però non li trovò al suo arrivo. Giorni dopo, le autorità identificarono quattro corpi carbonizzati come quelli dei ragazzi scomparsi. Nella sentenza, il giudice ha stabilito che la pattuglia li abbandonò "pur sapendo che l'area era pericolosa". Le famiglie sostengono che i giovani erano usciti di casa per giocare a calcio; le autopsie hanno riscontrato lesioni e contusioni riportate prima della morte.
C.Koch--VB