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Electrolux, operaio 'raggiunti gli obiettivi e ora la chiusura, vergognoso'
Sciopero a Cerreto d'Esi. Marco, 'sul territorio arrivati al limite di sopportazione'
"Due settimane fa in questo stabilimento, che oggi l'azienda decide di chiudere, abbiamo fatto una riunione in cui si è detto che abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi, tutti i premi: passare in due settimane da questo risultato alla chiusura lo trovo proprio vergognoso, vergognoso". Fuori dello stabilimento Electrolux di Cerreto d'Esi (Ancona), dove il lavoratori sono in sciopero e presidio, Marco Sassi, che da 26 anni è occupato nel sito industriale, non si capacita dell'annuncio della multinazionale che intende varare un piano da 1.700 esuberi con chiusura dello stabilimento di Cerreto che produce cappe da cucina. "Le prospettive? - osserva il lavoratore, delegato Fim Cisl - Come tanti altri miei colleghi, abbiamo un'età, quasi tutti tra 49 anni e 52 anni, per cui dobbiamo sicuramente ritornare a lavorare da qualche altra parte perché non abbiamo neanche la possibilità di uno scivolo; gli anni ancora di lavoro sono una decina ed è impossibile, per cui bisogna rimettersi in gioco, ma speriamo di non arrivare a questo". Lo sguardo si sposta anche al territorio, il distretto del Fabrianese, tradizionalmente laborioso e ricco di aziende, che negli anni ha però conosciuto tante crisi industriali. "Trovare lavoro sul territorio è molto difficile, perché non c'è o è precario. Ora altre 170 famiglie senza lavoro, penso proprio che siamo arrivati al limite, al limite della sopportazione".
E.Burkhard--VB
