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I Vitelloni di Fellini nella top 20 di Mel Brooks
L'unico film straniero scelto dal regista centenario, la rassegna da settembre a LA
(di Alessandra Baldini) I Vitelloni di Federico Fellini sono l'unico film straniero nella top 20 dei film scelti da Mel Brooks come quelli che hanno segnato la sua lunghissima vita: su invito della American Cinematheque il leggendario regista che lo scorso giugno ha superato il traguardo delle cento candeline ha selezionato venti titoli per la rassegna "Programmed by Mel Brooks: 100 Years at the Movies" che si svolgerà dal 3 settembre al 12 novembre in tre sale della capitale del cinema. Le pellicole coprono i lunghi decenni della vita di Brooks: la più vecchia, Luci della Città di Charlie Chaplin, è uscita quando il piccolo Melvin Kaminsky aveva appena quattro anni, l'ultima, Dolemite is My Name con Eddie Murphy, nell'anno del 93/o compleanno. Nato a Brooklyn all'epoca del muto, il regista è cresciuto negli anni '30 divorando i film proiettati nelle sale del suo quartiere, Williamsburg, prima di diventare il gigante di Hollywood che ha firmato classici come The Producer - Per Favore, Non Toccate le Vecchiette, Blazing Saddles - Mezzogiorno e Mezzo di Fuoco e Frankenstein Junior. Con proposte come Una notte all'opera (1935) dei fratelli Marx e Balla coi Lupi con Kevin Costner, Elephant Man di David Lynch di cui lui fu uno dei produttori e Psycho di Alfred Hitchcock che immediatamente richiama la satira del 1977 Alta Tensione, Brooks ha lasciato che la sua top 20 parli da sé. I Vitelloni, la saga agrodolce dei cinque giovani di provincia che nella Rimini degli anni Cinquanta passano le giornate rimandando il momento di diventare adulti, è l'unico film non inglese della lista. Sappiamo che Brooks lo ammirava grazie alla testimonianza del regista Barry Levinson che negli anni Settanta lavorava con Brooks e gli raccontava spesso storie della propria giovinezza a Baltimora: lui e i suoi amici passavano le notti a chiacchierare nei diner, parlando di donne e delle loro vite. Brooks gli disse che quelle storie gli ricordavano proprio I Vitelloni e gli consigliò di vedere il film di Fellini. Da quelle storie sarebbe poi nato A Cena con gli Amici (Diner in originale, del 1982), il primo film da regista di Levinson. Curiosamente, Levinson non riuscì a vedere I Vitelloni prima di scrivere A Cena con gli Amici e in seguito disse di esserne quasi contento: se avesse visto prima il capolavoro di Fellini, si sarebbe sentito troppo intimidito per raccontare la propria vicenda a sfondo autobiografico. C'è poi il soprannome comico che Brooks diede a Fellini nell'album comico registrato dal vivo con Carl Reiner al Festival di Cannes del 1963: prendendo in giro l'immagine dei grandi 'auteur' di cinema europei, Mel incarna un regista italiano immaginario chiamato Federico Fetuchini, trasformando il cognome del regista italiano, allora all'apice della fama dopo La Dolce Vita e poco prima dell'uscita di 8½, in quello di un piatto di pasta immediatamente riconoscibile dal pubblico americano.
B.Wyler--VB