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A Reggio 50 pianoforti per Haas, 'sarà un'esperienza spirituale'
Al festival Aperto di Reggio Emilia la composizione '11.000 Saiten'
"Come vorrei che gli spettatori si sentissero dopo aver ascoltato il mio 11.000 Saiten, suonato da 50 pianoforti e 25 strumenti d'orchestra? So come si sono sentiti quelli che l'hanno già ascoltato. Mi hanno parlato di una esperienza spirituale, hanno detto di essersi sentiti connessi con il cosmo": Georg Friedrich Hass, uno dei più famosi compositori contemporanei parla del lavoro che verrà eseguito dal Klangforum Wien sabato alle 19 e di nuovo alle 22 in uno dei capannoni delle Reggiane Parco Innovazione, portato dal Reggio Parma Festival porta per il Festival Aperto. Un progetto mastodontico -che coinvolge pianisti in parte dei conservatori in parti selezionati con una call - in cui gli strumenti circondano il pubblico e lo avvolgono nel suono in postazioni mobili. 11.000 Saiten significa 11mila corde, quelle dei pianoforti che sono stati accordati con delle leggere differenze, microtonali, con una precisione maniacale da un tecnico cinese. Anche per questo Hass è definito il "re della microtonalità". "Ma tutta la musica performativa è microtonale", minimizza. La prima esecuzione è avvenuta al Bolzano Festival Bozen su commissione della fondazione Busoni Mahler, poi 11.000 Saiten è stato fatto a dAmsterdam, Vienna, Berlino, Praga e New York, città dove l'austriaco Haas vive da anni insieme alla moglie. Nel 2016 ha fatto una intervista a Die Zeit in cui ha parlato del suo passato, del nonno architetto che faceva parte del partito nazista, ideologia con cui lui è cresciuto per poi allontanarsene a 21 anni. "Credo che il Nazismo sia stato possibile perché i nazisti hanno represso così tanto la loro empatia" aveva spiegato. Negli anni alcune sue composizioni hanno avuto chiare motivazioni politiche legate alla realtà come 'I Can't Breath', dedicata a Eric Garner, uomo di colore ucciso a Staten Island nel 2014 da un agente di polizia che lo stava bloccando. "La mia musica è meno politica del Fidelio di Beethoven" ma include "amore, spirito" vita e in questo anche "politica" osserva. Anche sulla diffusione dei partiti di estrema destra in Europa, ultimo in ordine di tempo Adf in Germania, si limita a dire che "come austriaco vivo nella tradizione di Mozart, Beethoven, Mahler e Schönberg che vedevano l'umanità come unità e automaticamente non li posso sostenere". Adesso sta lavorando a un pezzo per coro senza parole 'Speechless' per i Madrigalisti di Basilea. "Le parole possono aiutare a capire l'intenzione ma la musica - spiega - parla sempre da sola". Anche in 11.000 Saiten. "La musica è così forte che non ha bisogno di spiegazioni: ti siedi e senti il potere di tante forme e suoni. Dopo tutte le performance molti musicisti sono venuti da me per ringraziarmi dell'esperienza".
R.Flueckiger--VB
