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Sardelli riporta in scena una delle opere perdute di Vivaldi, 'La costanza trionfante'
Il 25 settembre al Teatro Comunale Pavarotti-Freni per il Modena Belcanto Festival
Una delle opere meno conosciute di Antonio Vivaldi torna alla luce grazie a un lungo lavoro di ricerca e ricostruzione: è 'La costanza trionfante degli amori e degli odii', RV 706-A, in scena il 25 settembre alle 20.30 al Teatro Comunale Pavarotti-Freni per il Modena Belcanto Festival, presentata per la prima volta in forma semiscenica con l'esecuzione di tutta la musica finora ritrovata. Sul podio dell'Orchestra Modo Antiquo ci sarà Federico Maria Sardelli, tra i principali protagonisti della riscoperta contemporanea del teatro musicale vivaldiano. Il direttore assume anche il ruolo di narratore delle parti mancanti, trasformando l'esecuzione in un concerto-racconto capace di accompagnare il pubblico nello sviluppo della vicenda e di rendere comprensibile il dramma nonostante le lacune della partitura. Sul palco il soprano Valeria La Grotta, il mezzosoprano Cecilia Molinari e il baritono Mauro Borgioni con la mise en espace di Marco Bellussi. L'operazione nasce dalla particolare condizione in cui versa il patrimonio operistico di Vivaldi: delle 94 opere che il compositore dichiarava di aver scritto in una lettera del 2 gennaio 1739, oggi ne sopravvive circa un quarto. Molti dei lavori conservati presentano inoltre lacune più o meno estese e soltanto nove opere sono giunte fino a noi in forma sostanzialmente integra. 'La costanza trionfante' appartiene dunque alla parte più fragile di questo lascito: dell'opera restano fonti frammentarie, manoscritti separati, materiali confluiti in "pasticci" e poche testimonianze musicali. Sardelli ha concentrato la sua ricerca proprio sulla possibilità di ricomporre questo mosaico, rintracciando e ricostruendo quante più parti possibili. Il risultato è uno spettacolo che non si limita a restituire la musica ritrovata, ma racconta anche il percorso necessario per riportarla all'ascolto. Una riscoperta che permette di entrare nel cuore del teatro vivaldiano e di restituire nuova vita a un'opera per lungo tempo pressoché dimenticata.
S.Spengler--VB