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Scamarcio, 'un romanzo di formazione di un giovane padre'
I figli della scimmia alla Mostra: 'Mi ritrovo nella spericolatezza del personaggio'
(dell'inviata Francesca Pierleoni) Un padre amorevole di un bambino con una disabilità (interpretato dal bravissimo Andrea Aggio), con un forte rapporto di confidenza con il nipote adolescente: insieme a perché condividono le esperienze, da genitore, sempre sognate e impossibili da vivere con il figlio. E' l'intenso personaggio interpretato da Riccardo Scamarcio in I figli della scimmia, l'opera prima di Tommaso Landucci, con Fausto Russo Alesi, Lidiya Liberman, Cristina Odasso, Tancredi Naldini, Luigi Diberti e James Ivory come produttore esecutivo, al debutto alla Mostra internazionale del cinema di Venezia in concorso nella sezione Orizzonti e in sala dal 17 settembre con Medusa. "Quando si toccano questi temi, si rischia sempre che diventino un macigno - spiega Scamarcio che è anche coproduttore con la sua Lebowski a fianco di Lungta Film e Mosaicon Film, con la partecipazione di Hbo Max in collaborazione con Rai Cinema -. A volte anche parlandone con rispetto, gravità, solennità, sono tutti argomenti che si prestano alla retorica. Qui in realtà l'elemento della disabilità non è preponderante. E' più un film sulla genitorialità, sulla paternità e sulla famiglia in genere. E' quasi un'educazione sentimentale di un padre". Nella storia (vincitrice, fra gli altri, del premio Solinas nel 2021) l'attore si cala nei panni di Dario, padre di Enrico (Aggio) un bambino disabile, al quale dedica ogni cura e attenzione; l'uomo parallelamente ha anche un bel rapporto con il figlio adolescente di suo fratello, Giacomo (Naldini) al quale trasmette le passioni che non può vivere con il figlio, come quella per la moto. Una proiezione di sogni inespressi che prende sempre più spazio nella sua vita famigliare. "Il fatto che il film riesca ad essere lieve, delicato, trattando un argomento del genere è dato dalla struttura, dalla regia e da quest'ensemble, anche di attori" aggiunge Scamarcio. "Il mio personaggio è una persona solare, rispetto al fratello che invece è più morigerato, più attento. Dario è un po' incosciente, un po' spericolato" dice l'attore. "Io quando ho letto il ruolo mi sono identificato totalmente in questa sfumatura. Mi ritrovo in quella spericolatezza. Però è anche un uomo capace di fare cose incredibili. Questa ambivalenza, questo chiaroscuro raccontato in modo intelligente dagli autori, rendono il personaggio complesso, sventando il rischio appaia solo vittima o solo carnefice. Noi lo guardiamo invece anche nelle sue debolezze, ma tutto è funzionale al percorso che compie, al suo riscoprirsi, al ritrovare un senso rispetto alla situazione che vive". Landucci si sofferma su come ha costruito il tono del film: "L'incontro con Andrea è stato fondamentale. Ci serviva per il ruolo un ragazzo con disabilità, che però fosse anche consapevole di quello che stava facendo e potesse recitare. Andrea, affetto da paralisi cerebrale infantile, come avevamo scritto nella storia, è totalmente cognitivo, tanto che ha anche arricchito il personaggio con gesti che compie nella sua vita". Per conoscere Andrea "sono andato a casa sua - racconta Scamarcio -. Ho incontrato i genitori, la sorella. Lui che guida la sua sedia a rotelle elettrica col piede sinistro su un joystick, ed è quindi indipendente del movimento, mi ha subito acchiappato la mano, dicendomi 'vieni' e mi ha portato davanti alla televisione per vedere un mio film su Netflix, che ho saputo aveva già fatto vedere ai famigliari 18 volte". L'attore è rimasto profondamente colpito "dal suo bisogno di avere un contatto fisico con me. Anch'io sono una persona molto tattile e ho capito che avremmo potuto installare un rapporto vero di complicità, così come è stato. E' stato un partner di lavoro fantastico". Per Scamarcio, nella vita padre di una bambina, "interpretare un personaggio così lascia delle scorie emotive molto forti, che ancora mi porto dietro. Appena comincio a parlare del film e di quello che mi ha dato, mi commuovo. Riesce a smuovere qualcosa di veramente di indefinibile".
A.Zbinden--VB
