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Mark Ruffalo replica a Paramount, "non sono antisemita"
L'attore torna in campo contro la fusione del gruppo di Ellison con Warner Bros.
(di Alessandra Baldini) Spalleggiato da altre star come John Cusack (Alta Fedeltà) e Hannah Einbinder (Hacks), Mark Ruffalo è tornato in campo contro Paramount Skydance: l'attore e attivista americano ha definito "inaccettabili e disoneste" le accuse rivoltegli dal gruppo mediatico di David Ellison di aver fatto ricorso a "stereotipi antisemiti" nelle sue critiche alla fusione da 111 miliardi di dollari con Warner Bros. Discovery. Ruffalo era stato tra le migliaia di attori e lavoratori dell'industria cinematografica che lo scorso anno avevano firmato un impegno a non collaborare con istituzioni cinematografiche israeliane "coinvolte nel genocidio e nell'apartheid contro il popolo palestinese". Da tempo critico nei confronti della condotta militare di Israele a Gaza, la scorsa settimana l'attore aveva invitato i suoi seguaci su X ad opporsi alla fusione garantita finanziariamente dai capitali di Larry Ellison, il padre di David e Ceo di Oracle, il colosso tecnologico che da decenni fornisce sostegno alle forze armate e alla polizia di Israele. "Criticare le azioni del premier israeliano, un contratto per tecnologie militari o i dirigenti che le forniscono, non equivale a criticare gli ebrei", ha ora replicato Ruffalo in un post visto da 30 milioni di persone: "Esaminare attentamente gli Ellison, compreso il business di Oracle, così come la grave minaccia alla libertà editoriale e la perdita dei mezzi di sostentamento per migliaia di famiglie, è giusto e necessario. L'operazione consegnerebbe a un'unica famiglia il controllo di Cnn, Hbo e Warner Bros., sostenuta in parte da capitali stranieri la cui possibile influenza sulle decisioni editoriali non è mai stata pienamente spiegata al pubblico". La fusione tra Paramount Skydance e Warner Bros. Discovery è stata approvata dal dipartimento della Giustizia a giugno, ma l'operazione è ancora nel limbo, in attesa che un giudice federale decida su una causa per antitrust intentata da 12 Stati americani. Se il matrimonio non dovesse concludersi entro il 30 settembre, il ritardo potrebbe costare a Paramount Skydance circa 7 milioni di dollari al giorno. Ruffalo, parlando delle "spaventosissime tecnologie" fornite da Oracle a Israele dopo l'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, la scorsa settimana aveva avvertito i follower che "molto probabilmente finiranno per essere integrate in uno dei più grandi conglomerati dei media del mondo e un giorno saranno usate contro di voi". La replica di Paramount, applaudita dal Centro Simon Wiesenthal e dalla AntiDefamation League, era arrivata a stretto giro di posta: "Parole come genocidio e apartheid, applicate a un'operazione societaria, non sono soltanto sbagliate: superano ogni limite e finiscono per sminuire la sofferenza reale che quelle parole dovrebbero descrivere".
A.Zbinden--VB