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Emozione e rose bianche ai funerali di Lucisano, 'aveva immaginazione e coraggio
A Roma i funerali del produttore; Paola Lucisano, 'papà adorava il cinema e la sala'
(di Francesca Pierleoni) Un produttore "di coraggio a cui bisognerebbe ispirarsi anche oggi", "un grande uomo e un professionista che sapeva difenderti"; sapeva "leggere il presente" e "ha lasciato il segno nella cultura italiana". Sono alcuni dei tratti con i quali amici, famigliari e colleghi ricordano Fulvio Lucisano, lasciando Santa Maria del Popolo a Roma, dove si sono svolti i funerali del produttore scomparso ieri a 98 anni. La basilica si è riempita, per una cerimonia piena di emozione, alla quale hanno partecipato fra i volti noti, Alessandro Siani, Max Tortora, Massimiliano Bruno , Maria Pia Calzone, la direttrice di Rai Fiction Maria Pia Ammirati, Massimo Ghini, Mimmo Calopresti, Alessandro Rossellini, Augusto e Toni Fornari, Giancarlo Leone, Urbano Barberini, Marco Follini, Flavia Bettini e Gianluca Giannelli, Gianluca Curti, Laura Delli Colli, Ciro Ippolito, Yvonne Sciò, Richard Borg. Tante le corone, come quella del Comune di Roma, delle multisale Andromeda (parte del gruppo), delle Fiamme Gialle e di Paola Cortellesi e Riccardo Milani. Ad accogliere il feretro coperto da un cuscino di rose bianche, le due figlie Paola e Federica (che hanno seguito la strada del padre nella produzione) e in semicircolo i nipoti adolescenti, molto commossi. "C'è stata una grande partecipazione... Grazie a tutti quelli che sono venuti, anche in una giornata di agosto come questa, in un periodo nel quale le persone sono in vacanza - dice Paola Lucisano a fine mattinata -. Papà ha sempre adorato il cinema e la sala, che è sempre stata la sua passione. Mi colpisce che i numeri recenti gli stiano dando ancora una volta ragione, perché nonostante la pandemia la gente è tornata nei cinema negli anni, come lui aveva sempre previsto". Fulvio Lucisano "ha avuto immaginazione, coraggio, capacità e forza per intraprendere grandi discorsi nella vita culturale della nostra Italia. Ha partecipato attivissimamente e lungamente, all'aspetto di immagine, di pensiero, di cultura della nostra vita - dice Don Amedeo nell'omelia -. Aveva anche una pratica di fede convinta. Quante volte, specialmente negli ultimi tempi, era commovente vederlo partecipare alla liturgia; nonostante le forze fossero venute quasi meno, voleva essere presente". Fino all'ultimo, "ha saputo guardare la morte con serenità". A fine messa, Alessandro Siani con i giornalisti ritorna alla prima telefonata ricevuta da Lucisano, "quando feci il primo film nel 2003-2004. Mi chiamò per dirmi che gli era piaciuto tanto. In questi anni ci siamo sentiti spesso fino poi ad arrivare a lavorare insieme. Ricordiamoci che quando vedi un film come Ricomincio da tre, leggi il suo nome. E' stato un uomo di grande intuizione e soprattutto un produttore che è rimasto fedele alla sua italianità. Se ne va un pezzo importante del cinema italiano". Maria Pia Calzone spiega all'ANSA di non essere voluta mancare perché "Fulvio aveva creduto in me in tempi non sospetti. All'inizio della mia carriera mi ha anche protetto in una situazione difficile. Gliene parlai e lui mi rispose 'non ti preoccupare, ci penso io'. Questo non l'ho mai dimenticato e nutro per lui un sincero affetto. Era un uomo profondamente visionario, attento, sempre moderno e sinceramente interessato anche alla dimensione artistica del nostro lavoro".
C.Kreuzer--VB
