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Jeremy Strong da Succession a Mark Zuckerberg sotto inchiesta
Arriva il trailer di The social reckoning in sala dal 9 ottobre
(di Francesca Pierleoni) Dopo aver interpretato Kendall Roy, l'inquieto, ambizioso, brillante, pericoloso e imprevedibile rampollo di un mogul dei media nella serie cult Succession, Jeremy Strong torna a esplorare il mondo dei potenti, dalla prospettiva stavolta, dei social media. L'attore camaleontico, vincitore, fra gli altri di un Emmy e un Golden Globe, formatosi col 'metodo', sta già conquistando il web per la sua performance nei panni dell'imperatore di Facebook/Meta, Mark Zuckerberg, raccontato, negli ultimi anni, quelli degli scandali in The social reckoning di Aaron Sorkin, del quale ha debuttato il primo trailer. Il film che ha nel cast fra gli altri anche Betty Gilpin, Bill Burr, Wunmi Mosaku, Billy Magnussen, Gbenga Akinnagbe, Nelson Franklin, in uscita il 9 ottobre (una data che fa pensare a un possibile debutto a Venezia, Toronto, o entrambi, ndr), si ricollega, pur non essendo un sequel diretto, a The social Network di David Fincher (sempre scritto da Sorkin), che nel 2010 aveva raccontato la genesi di Facebook, con Zuckerberg incarnato da Jesse Eisenberg. Una performance che l'attore non ha voluto riprendere in questo nuovo capitolo, perché sentiva quella fosse una fase per lui oramai superata. Così il ruolo è andato a Strong, per la parte della storia legata all'inchiesta di Jeff Horwirz (qui interpretato da Jeremy Allen White) pubblicata nel 2021 dal Wall Street Journal, intitolata "The Facebook Files", basata su documenti interni trapelati da Frances Haugen (impersonata da Mikey Madison), giovane ingegnera del social network, che si concentrava sul modus operandi in Facebook, affrontando temi come la disinformazione e la mancanza di controllo su alcuni contenuti con gravi conseguenze sociali. Uno scandalo che ha portato il miliardario anche a dover testimoniare davanti al Congresso. Fatti evocati dal trailer, dove le prime immagini della prova di Strong, capelli rossi e modi spicci, riflettono, secondo molti internauti, la voce, l'arroganza e i comportamenti di Zuckerberg. "Io sono un assolutista della libertà di parola" dice il personaggio, per poi scattare, più avanti, mentre si prepara all'udienza, e urlare "basta. La gente qui sa che quando dico no, il dibattito è finito". Un'aderenza che, nonostante la scarsa somiglianza fisica, ha già fatto scherzosamente ribattezzare il film da parte di qualche commentatore 'Zuccession'. Strong, quando era ancora in fase di preparazione aveva definito quella di The social reckoning "una delle migliori sceneggiature che abbia mai letto. Parla al nostro tempo, tocca il nervo scoperto di tutto ciò che accade nel nostro mondo. È un personaggio fantastico, affascinante, complesso, e lo sto affrontando con grande cura, empatia e obiettività". L'attore ha spiegato anche che la sua interpretazione non richiama in nulla quella di Eisenberg. Sorkin, un paio di mesi fa a Cinemacon, spiegando il perché di questo secondo capitolo dopo una così grande distanza di tempo dal primo film, ha sottolineato che in questi anni, l'influenza del social network "ha rimodellato tutto". Per lo sceneggiatore e regista "non c'è una vita che in qualche modo non sia stata toccata dall'algoritmo di Facebook. Quindi è il momento di dire di più".
C.Bruderer--VB