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Calabresi, 'l'intelligenza artificiale? Il cinema vero è altrove'
"Attori in carne e ossa e generati con l'IA in un film saranno operazioni prive di verità"
"Non ho nessun rapporto e non intendo averlo, preferisco la mia intelligenza che è molto meno performante e ha la grande qualità di esser molto più limitata. In generale preferisco avere rapporti con persone che mi sono simpatiche, in quanto essere umani, e dunque con un'intelligenza più folle". Così l'attore Paolo Calabresi si esprime sull'intelligenza artificiale, intervistato da Pillole di Eta Beta su Rai Radio1. "Il cinema, quello vero, è altrove - aggiunge - L'intelligenza artificiale non sta incidendo su quel cinema, sta solo ingolosendo figure che col cinema non hanno nulla a che vedere, che fanno un altro lavoro e che purtroppo tentano di far parte del nostro lavoro. La cosa brutta è che spesso gli viene permesso, per puri interessi economici, di farne parte". L'IA è qualcosa da combattere o un'opportunità da cogliere? "E' una cosa da combattere ma lo faranno in pochi - osserva Calabresi - perché per la maggioranza dei produttori e degli utilizzatori prevarranno logiche economiche". Con gli sviluppi dell'intelligenza artificiale oggi i celebri travestimenti che l'hanno resa famosa avrebbero ancora senso? "Sì, e hanno più senso oggi di allora. Perché nessuna IA riuscirebbe ad avere quella follia, visto che insegue solo una patinata perfezione. Ma senza follia e senza imperfezione non c'è arte". A proposito di travestimenti, l'attore Nicolas Cage, che Calabresi ha 'impersonato' molte volte, ha definito l'IA "un incubo, totalmente disumano"… "E' da un bel po' che io Nicolas ci assomigliamo - scherza -, scoprire che la pensiamo allo stesso modo non mi meraviglia". In un futuro prossimo, sarà possibile che attori in carne ossa si ritrovino a recitare con 'colleghi' generati dall'intelligenza artificiale? "Recitare con altri comporta ascoltarsi, rispondersi, reagire - conclude Calabresi - Se non c'è contemporaneità di presenza sul set non può esserci recitazione. Se mai accadrà, e penso che accadrà, saranno solo operazioni prive di verità. Il nostro lavoro consiste nel cercare di esser verosimili, cioè simili al vero. Se non c'è verità, non c'è il nostro lavoro".
F.Mueller--VB