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Con l'assist di Keith Haring Louis Vuitton occupa la Frick
Parterre di star e dualismo uptown/downtown nella nuova linea Cruise di Ghesquière
(di Alessandra Baldini) Dopo Gucci a Times Square e Chanel in una stazione della subway, un'altra grande casa di moda europea ha occupato una location iconica di New York: Louis Vuitton ha fatto propria per una sera la Frick Collection su Fifth Avenue con il defile' della nuova linea Cruise che ha declinato, in una mansion della Gilded Age, il tema del viaggio e dell'evasione con l'aiuto di un eroe della scena pop Downtown anni 80: il writer Keith Haring. Un valigia taggata dal writer scoperta negli archivi della casa ha fatto da biglietto da visita alla sfilata che si e' svolta, sotto gli occhi dei Vermeer, Turner e Rembrandt lasciati dalla figlia del magnate dell'acciaio Henry Frick alla citta' di New York, davanti a decine di celebrita' dei nostri tempi, da Cate Blanchett a Zendaya, da Emma Stone, Chase Infiniti e Anne Hathaway riunita con la costar di Diavolo Veste Prada Emily Blunt: "Il punto di partenza e' la tensione tra Uptown e Downtown. Volevo celebrare questa dualita", ha detto lo stilista Nicolas Ghesquière. Dal novembre 2013 al timone della linea donna, Ghesquière e' famoso per le sfilate Cruise ambientate in luoghi spettacolari come il Salk Institute di Los Angeles disegnato da Louis Kahn, il Niterói Contemporary Art Museum firmato Oscar Niemeyer e il Miho Museum di I.M. Pei. La Frick e' stata da pochi mesi riaperta al pubblico dopo il restyling dello studio Annabelle Selldorf, lo stesso incaricato due giorni fa della ristrutturazione del Louvre, e la sfilata ha celebrato l'inizio di una sponsorizzazione triennale a sostegno di mostre, accesso pubblico e una posizione curatoriale presso il museo. Il fascino del viaggio in grande stile ha contribuito a rendere Louis Vuitton la più grande maison del lusso al mondo e non a caso la prima modella è salita in passerella (cardigan rosso, jeans e cintura zebrata in vita) portando la valigia di pelle anni Trenta sulla quale Haring aveva scarabocchiato nel 1984 alcune delle sue celebri figure in movimento. La valigia ha annunciato la seconda delle due collaborazioni della serata: quella con la fondazione Haring, che includerà anche una riedizione della classica borsa LV Speedy decorata con i bambini danzanti e i cani che abbaiano che Haring disegnava coi gessetti nella metropolitana. Ghesquière ha detto di non esser stato influenzato solo dall'arte del writer, ma anche dai suoi valori, "come pioniere dell'unita' e la liberazione di cosi' tante persone". Dietro tutto questo c'e' New York rivisitata in chiave francese. Come nella citta', all'interno degli abiti della Cruise diverse epoche e identità coesistono: Ghesquière ricontestualizza frammenti di cultura pop - slot machine, telai di automobili, pelle lavorata - ed echi della Gilded Age incorporandoli negli abiti o ricreandoli come accessori per custodirne i ricordi. Figure moderne si muovono, come fantasmi del futuro, per sconvolgere e attualizzare spazi che ricordano il passato e nei saloni della Frick si consuma un inaspettato matrimonio. Al di la' dei finanziamenti triennali, l'accordo con Louis Vuitton ha un valore economico, strategico e generazionale per il museo: una forma di 'rebranding soft' in cui la Frick - come per tanti anni ha fatto il Met con il Gala del Costume Institute - non cambia identità, ma si riposiziona come luogo culturalmente vivo, scrollando l'aura di inaccessibilita' Old New York e aprendo le porte a celebrita' e influencer capaci di parlare a un pubblico giovane e internazionale.
M.Betschart--VB
