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Ornella Muti a Cannes, Roma elastica non ha paura di osare
L'attrice è fra gli interpreti del lungometraggio di Mandico con Cotillard
Nella sua carriera Ornella Muti è stata protagonista a Cannes tante volte, con film come La stanza del vescovo di Dino Risi, Cronaca di una morte annunciata di Francesco Rosi, Terra del fuoco di Miguel Littin, fino a Domani di Francesca Archibugi nel 2001. Ora ritorna sulla Croisette, fra gli interpreti di Roma Elastica, il nuovo film di Bertrand Mandico, girato a Cinecittà e presentato in anteprima mondiale al Festival di Cannes 2026 nella sezione Proiezioni di mezzanotte, coprodotto con l'Italia e prossimamente in sala con Europictures. "E' un cinema che mi piace, è un cinema che riconosco nella sua diversità - spiega all'ANSA l'attrice - come quello di Ferreri. E' bello ritrovare qualcosa di speciale, di particolare, di unico. È un film diverso da tutto quello che si vede, è un film che non ha paura di essere diverso, che non ha paura di mostrare quello che pensa". Ambientato nel 1982,Roma Elastica segue Eddie Mars (Marion Cotillard), attrice americana un tempo celebre e ormai al tramonto e di fronte a un baratro, che arriva a Roma accompagnata dalla sua fedele truccatrice Valentina (Noémie Merlant) per interpretare il ruolo principale in un bizzarro film di fantascienza che potrebbe essere il suo ultimo. Tra set fatiscenti, visioni esoteriche e confini sempre più sfumati tra realtà e finzione, Eddie si perde in una città sospesa tra mito e artificio. Nel ricco cast tanti interpreti italiani, fra i quali oltre a Ornella Muti, fra gli altri, Martina Scrinzi, Agnese Claisse, Isabella Ferrari, Maurizio Lombardi, Tea Falco, Michele Bravi, Josephine Thiesen, Ondina Quadri, Alessio Gallo, Minutin Dapcevic e Franco Nero. Nella storia Muti interpreta una 'signora della televisione' "molto particolare, innamorata della telecamera, innamorata dei suoi fan, più che di portare a casa una bella intervista. Lei è la protagonista del suo show". Televisione e cinema sono per l'attrice "due modi di comunicare simili, ma molto diversi. Il cinema ha la sua magia, la sua libertà. Come in questo film, un artista si esprime senza dover avere freni. Poi ti piace, non ti piace, va bene, non va bene, non ha importanza. Io porto il mio pensiero sullo schermo. La televisione non è proprio così passa attraverso tante teste". Rispetto al cinema italiano "non voglio parlarne male, io lo amo. Abbiamo delle cose meravigliose - sottolinea -. E' il cinema di una volta? No, non lo è. Ma forse anche perché il cinema in Italia non è tanto aiutato. Dunque se non aiuti gli autori è difficile che poi qualcuno riesca a fare quello che ha fatto Bertrand. Oggi si cerca più di andare sul sicuro, di poter avere un film che sicuramente va bene. Un film come questo è un punto interrogativo, però è arte". In questo momento, nel nostro cinema "c'è meno arte". Lei ha potuto lavorare "in quello dei grandi registi, grandi sceneggiatori, di produttori importanti che rischiavano. Ho dei ricordi meravigliosi che mi porterò per sempre". Oggi" il cinema fa fatica in Italia ed è un grande peccato perché ci sono ottimi attori e grandi registi".
T.Germann--VB