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Refn, ecco il mio viaggio all'inferno dopo essere morto per 25 minuti
Il ritorno a Cannes con Her private Hell, con Thatcher, Melton e musiche di Donaggio
(di Francesca Pierleoni Un film che "ho realizzato dopo essere morto". Così il cineasta danese Nicolas Winding Refn descrive, in conferenza stampa Her Private Hell, il thriller horror presentato al Festival di Cannes fuori concorso che mette in scena un 'viaggio all'inferno' interpretato da Sophie Thatcher, Charles Melton, Havana Rose Liu, Kristine Froseth, Dougray Scott, Diego Calva e scandito da una potente colonna sonora di Pino Donaggio. E' il ritorno di Refn al cinema a dieci anni dal suo ultimo film, e 15 dalla vittoria sulla Croisette del premio della regia per Drive. La morte di cui il cineasta parla è lo stato in cui si è trovato, tre anni fa, per 25 minuti sul tavolo operatorio durante un'operazione a cuore aperto. Un periodo della sua vita che rievoca scoppiando a piangere. "Prima che succedesse, ero arrivato alla fine della mia carriera perché non avevo più niente da dare. Quindi non c'era più niente che potessi fare. E poi all'improvviso ho avuto quella che viene chiamata un 'leak cardiaco', il che significa che il sangue rifluiva nel cuore. E stavo morendo perché i miei polmoni si riempivano di sangue" ha raccontato. "Questa situazione è stata scoperta per caso. E all'improvviso, mi hanno detto che probabilmente non sarei sopravvissuto - ha aggiunto -. E anche se fossi sopravvissuto, non sapevano cosa sarebbe successo. Così due settimane dopo, sono stato operato. E grazie a Dio il chirurgo era Tom Cruise. Perché con le sue capacità è riuscito a entrare nel mio corpo e ad aprirmi il cuore, sapeva ripararlo con le sue mani. E pensare che io mi reputavo un genio. Lui è veramente un giovane genio. Per rianimarmi hanno usato l'elettricità come Frankenstein". Dopo tutto questo "ho realizzato di aver vissuto 50 anni della mia vita. E forse me ne sarebbero rimasti 25, ma avrei sfruttato al meglio quei 25 anni con chi amo". E improvvisamente "il tempo ha assunto un significato molto più profondo". Quindi "ora, ovviamente, sono come l'uomo bionico perché prima di morire ho capito di aver ricevuto un dono. Potrei ricominciare da capo. Quante persone nella vita hanno una seconda possibilità? E a me è stata data. Così ho deciso che avrei usato in modo positivo, qualcosa che mi avrebbe permesso di capire - spiega tra le lacrime - come si aprono gli orizzonti dei miei figli... e ne ho tanti". Venendo a Her private hell "è partito da due idee, una giovane donna che va in una città che non esiste e un uomo che vuole andare all'inferno e uscirne - racconta -. Il problema è che non si armonizzavano molto bene. Quindi ho dovuto inventarmi una terza idea, quella di un mostro glamour, così è nato un caleidoscopio. E' un po' come da bambino guardavo la televisione e facendo zapping potevo vedere tante cose tutte insieme. Essere morto per 25 minuti ed essere tornato mi ha fatto pensare a questo concetto, vedere il cinema come un'esperienza più interattiva. Unire tutto nel film però era un inferno così l'ho pensato come un'opera e ho sentito che mi serviva un compositore… allora ho chiamato Pino che mi ha ispirato così profondamente negli anni con le sue colonne sonore". La storia parte da Elle (Thatcher) che in una città futuristica giapponese incontra Hunter (Froseth), l'influencer con cui sta per iniziare le riprese di un film sci-fi tratto da una famosa serie tv. Da lì premde il via un bailamme di personaggi e vicende, nel quale conosciamo tra gli altri, l'inquietante padre di Elle; un cruento serial killer, The leather man, che uccide e squarta abbigliato in un costume di pelle fetish e Private K (Melton) un soldato in cerca della figlia scomparsa. Il soldato K "rispecchia la mia idea di supereroe, e ovviamente il personaggio deriva dalle altre famiglie dei miei alter ego, interpretati da Mads Mikkelsen in Valhalla Rising o Ryan Gosling in Drive". Tutti e tre "indossano un'uniforme, parlano molto, sono retti e usano la violenza per arrivare alla pace… sono supereroi per me". In The private Hell poi, dall'altra parte, "abbiamo questa fantastica storia con un triangolo tra le protagoniste, fatto di sessualità, suspense, melodramma e kitsch… pura polvere di stelle e glitter".
C.Stoecklin--VB
