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Tribunale in Spagna dà ragione a Shakira contro il fisco
Audiencia Nacional annulla sanzioni fiscali e ordina la restituzione di 60 milioni di euro
Il tribunale spagnolo dell'Audiencia Nacional ha dato ragione a Shakira nell'ultima controversia fiscale ancora aperta con l'Agenzia delle entrate iberica, chiudendo una disputa legale durata otto anni. Il tribunale ha stabilito che la cantante non era residente fiscale in Spagna nel 2011, il periodo contestato, per cui ha annullato le relative sanzioni tributarie e ordinato di restituirle 60 milioni di euro, informa lo studio legale guidato da José Luis Prada, che difende l'artista, in un comunicato. Secondo la sentenza, nel 2011 la popstar latina - ex consorte dell'ex calciatore del Barcellona Gerard Piqué - era impegnata in una tournee mondiale con 120 concerti in 37 Paesi e non aveva in Spagna "né casa, né figli, né sede imprenditoriale". I giudici sottolineano che l'amministrazione fiscale "non è stata in gredo di argomentare" una permanenza sufficiente nel Paese: "Questa permanenza, come la stessa Amministrazione ha determinato, non ha raggiunto i 183 giorni" previsti dalla legge per stabilire la residenza fiscale. Per questo, aggiunge il tribunale "è ovvio che le conseguenti sanzioni sono contrarie al diritto". La corte respinge anche il criterio delle cosidette "assenze sporadiche" della cantante dalla Spagna e afferma che "non risulta provato che il nucleo principale o la base delle attività o degli interessi economici" della cantante fosse nel Paese iberico. Al contrario, "la struttura imprenditoriale attribuita alla soubrette di trova fuori dal territorio nazionale, così come lo sviluppo prevalente della sua attività economica". La sentenza ordina inoltre all'Agenzia Tributaria di restituire circa 60 milioni di euro, trattenuti come imponibile relativo alla tornee mondiale, oltre agli interessi e alle spese legali sostenute dall'artista. La condanna al fisco del pagamento delle spese è considerata una decisione eccezionale, poiché nel sistema spagnolo viene applicata quando si ravvisano "temerarietà" o mancanza di fondamento nell'azione amministrativa. La sentenza può essere ancora impugnata davanti alla Corte Suprema entro 30 giorni.
S.Gantenbein--VB