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Arriverà nelle sale Usa The Friend's House is Here girato clandestinamente in Iran
Il film di Hossein Keshavarz e Maryam Ataei premiato al Sundance 2026
In pieno conflitto in Medio Oriente la Greenwich Entertainment ha annunciato che distribuirà nelle sale americane The Friend's House is Here, il film premiato al Sundance 2026 con l'U.S. Dramatic Special Jury Award attribuito all'intero cast, che Maryam Ataei e il marito Hossein Keshavarz hanno girato clandestinamente in Iran la scorsa estate. . I due cineasti, nati in Iran, ma da anni di casa negli Usa, per la trama si sono ispirati alle vere storie di un gruppo di giovani iraniani, che nonostante i divieti, le minacce, la paura, la censura e gli arresti, decidono di seguire la propria creatività e passione, espresse con performance e arte underground, per non arrendersi, per resistere. Protagoniste Mahshad Bahra e Hana Mana che non erano presenti al debutto mondiale della pellicola al Sundance lo scorso gennaio perché gli è stato negato il visto per l'ingresso negli Stati Uniti. . Il racconto è centrato su due giovani coinquiline e grandi amiche, la riflessiva Pari (Mahshad Bahram) che unisce al lavoro giornaliero di gallerista quello di autrice di teatro underground e la brillante e espansiva Hanna (Hana Mana) commessa in un grande negozio d'abbigliamento e danzatrice, che aspetta un visto per trasferirsi in Francia. Le loro giornate sono fatte di chiacchiere, confidenze, uscite ma anche degli spazi dedicati, appena possibile alla loro arte, creata insieme a un circolo di amici, con coraggio pur non avendo il permesso delle autorità. I due cineasti danno spazio nel film alla voglia di vivere e di creare del gruppo; la violenza, i divieti e le censure del regime sono lasciati a lungo sullo sfondo, finché un'assenza e un arresto non li rendono sempre più pericolosi e presenti. I rischi non sono mancati neanche durante le riprese: "Non avevamo permessi per girare... ci svegliavamo ogni mattina e ci abbracciavamo, perché, in alcuni momenti è stata un'esperienza davvero terrificante - ha raccontato al Sundance Maryam Ataei -. Però eravamo felici ogni volta di essere vivi e di poter tornare sul set. Siamo quasi stati arrestati un paio di volte, è stato molto stressante, ma anche così gioioso, perché stavamo girando questo film con i nostri amici. E' stata un'esperienza folle... la cosa più importante è stata capire di chi fidarsi". Comunque "quando scegli questa vita, sai di dover accettare anche ciò che può capitare - ha osservato la regista -. Io ho intenzione e spero di poter tornare in Iran".
G.Haefliger--VB