Volkswacht Bodensee - Scamarcio prof, recitare non è esibizionismo ma atto di grande generosità

Scamarcio prof, recitare non è esibizionismo ma atto di grande generosità
Scamarcio prof, recitare non è esibizionismo ma atto di grande generosità

Scamarcio prof, recitare non è esibizionismo ma atto di grande generosità

Affabula e 'gioca' con i giovani attori a Cortinametraggio, la passione ora è il tennis

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(di Alessandra Magliaro) "Respirate profondamente, rilassatevi, poi ad occhi chiusi venite su in piedi e seguite il ritmo, fate qualunque gesto o passo senza badare agli altri, liberatevi, non pensate al giudizio di chi vi guarda e così sarete pronti ad abitare una altra persona". Voce suadente, serio ma non troppo, è un inedito Riccardo Scamarcio quello che si prende la scena nella due giorni di masterclass dedicata agli attori, organizzata dal Centro sperimentale di cinematografia, nell'ambito di Cortinametraggio, la cui 21/a edizione è in corso fino al 29 marzo. Per ascoltare il professor Scamarcio sono arrivati giovani da tutta Italia e lui, 46 anni, un bel po' di film alle spalle a cominciare dal successo adolescenziale di Tre metri sopra il cielo che avrebbe potuto tenerlo inchiodato al ruolo di bello per sempre fino all'ultimo Alla festa della rivoluzione di Arnaldo Catinari in sala dal 16 aprile con 01. "Ho cominciato a fare l'attore - ha detto alla trentina di giovani che aveva davanti - ed è stata la mia salvezza, ero il classico ragazzo perso, inquieto, volevo crescere in fretta, la scuola mi sembrava una perdita di tempo, e io stesso bighellonavo, anzi ero in una costante ricerca del pericolo. Per caso sono entrato in una piccola compagnia teatrale che faceva lavori sul dialetto ed è stata una folgorazione, ho capito quello che potevo fare con l'energia che mi tirava fuori quella cosa. Questo per dire che non è mai tardi per cominciare, per trovare una strada". Nello spazio di una galleria d'arte nel centro di Cortina, Scamarcio affabula i ragazzi con le dritte del mestiere, più che altro li motiva. "Tutti secondo me dovrebbero provare un po' di training di recitazione anche se non faranno il lavoro dell'attore perché fa bene allo spirito. È un modo per entrare nella parte recondita di noi stessi, scoprire cosa abbiamo dentro. Quello che un attore fa è gestire l'energia, il nostro materiale energetico mettendosi alla scoperta di se stesso in un ambiente protetto come è quello di un set o di un palco interpretando altri. Innanzitutto bisogna prendere confidenza con il corpo, capire fino a che punto possiamo spingere. Poi ce l'aspetto animico, per essere autentici bisogna abitare l'essere umano che vogliamo interpretare cercando non di rappresentarlo ma di viverlo. Questo è un mestiere in cui si cammina sul filo, in cui la paura non ti abbandona anzi guai non averla, devi conviverci perché l'obiettivo è essere abitati da una forma sconosciuta che non sei tu e a questo punto serve tirare fuori l'energia e avere abbastanza controllo per poi abbandonarsi al personaggio. Non basta dire le battute - ha esortato Scamarcio modulando il tono della voce per fare capire le diverse energie - bisogna riuscire ad essere autentici, perdersi in scena per poi tornare. Sappiamo che è un gioco diventare qualcuno altro ma non è uno scherzo. Capite che esibizionismo e narcisismo non hanno niente a che vedere con l'attore che anzi ha il coraggio di mostrare qualcosa di se, nudo senza esserlo, un atto di grande generosità. È chiaro che siamo mossi dall'ego che è un bastardo a noi necessario ma poi dobbiamo trascenderlo, perché la libertà è il lasciarsi andare ad essere l'altro". Fuori dalla lezione, Scamarcio all'ANSA racconta la sua nuova grande ossessione per il tennis. "Gioco due ore al giorno, ormai è una dipendenza. Cerco hotel con dentro o vicino un campo, organizzo le giornate sul set e mi adatto pur di prendere la racchetta in mano, prima o poi Benedetta (la sua compagna attrice Porcaroli, ndr) mi chiederà di scegliere... mollerò il tennis!".

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D.Bachmann--VB