-
Messico, stretta sul lavoro nero per le esportazioni agricole
-
Subaru chiude con benzina e diesel in Europa, solo EV dal 2028
-
Brasile, il partito di Bolsonaro riconosce la vittoria di Lula
-
Russia annuncia, 'al via la tregua umanitaria a Oleshky'
-
Haiti, la Forza anti-gang non si ferma dopo i rapimenti
-
Messico, Sheinbaum punta all'intesa tra Pemex e Petrobras dopo il voto in Brasile
-
Trump, 'partito del presidente non ottiene di solito buoni risultati alle midterm'
-
Pallone d'Oro: Herry Kane é il vincitore dell'edizione 2026
-
Pallone d'Oro: Alexia Putellas vince il premio come miglior giocatrice
-
Pallone d'Oro: il Paris Saint Germain miglior club maschile
-
Pallone d'Oro: la Spagna fa incetta dei primi riconoscimenti
-
Dall'Inghilterra, Sinner ha scelto Magnus Norman come prossimo coach
-
Pallone d'Oro: De La Fuente miglior allenatore maschile
-
Tennis: Vienna, Darderi batte Arnaldi in due set
-
Flavio Bolsonaro, 'la polizia mi ha tolto il passaporto'
-
Kiev, missili russi vicino a stazione metro della capitale
-
L'aumento di Unipol per Mps sottoscritto al 98,4%
-
Orologi dell'invecchiamento predicono malattie croniche e mortalità
-
Il petrolio chiude in calo a New York a 101,76 dollari
-
Commissione d'inchiesta Onu accusa Mosca di crimini contro l'umanita' in Ucraina
-
Dem pubblicano testimonianza shock, 'Trump mi violentò brutalmente nel '93'
-
Anche i macachi diventano più attenti ai germi dopo un'epidemia
-
Il gas in serata sale a 96,17 euro al megawattora
-
Da Lance Oppenheim a Eva Victor, gli under 35 alla conquista di Hollywood
-
Borsa: Milano chiude in rialzo, balzo di Avio e Technoprobe
-
Lo spread tra Btp e Bund chiude in forte calo a 112 punti
-
L'Orchestra Paganini torna a esibirsi alla stazione di Genova Principe
-
Borsa: l'Europa chiude in rialzo e guarda alle banche centrali
-
Diabete, via libera Ue a combinazione di insulina e semaglutide settimanale
-
Davide 'Boosta' Dileo, al via da Roma l'1 novembre il tour di Pianorama
-
Borsa: Milano chiude in rialzo dell'1,29%
-
Inaugurato Vinitaly.USA a Ny. Si punta a 50 milioni di potenziali consumatori
-
Alla Maker Faire il caschetto per guidare le automobiline con l'attività cerebrale
-
Studio, per coperture non autosufficienza serve una soluzione collettiva
-
La vittoria di Lula una doccia fredda per Milei, ha scommesso tutto su Bolsonaro
-
Atlas, un'opera musicale che si intreccia con l'improvvisazione
-
La Traviata minimal di Sollazzo offre il massimo al Gesualdo di Avellino
-
Luca Barbarossa, il 30 ottobre arriva il singolo Protegga il cielo
-
La Commissione Ue ha risposto all'Italia sulla clausola di salvaguardia
-
Temu, il nostro piano punta a garantire agli utenti Ue un ambiente sicuro
-
Tennis: Cobolli, Musetti e Darderi, ecco gli azzurri per la Davis
-
Torna a Torino Contemporanea Film Festival
-
Fentanyl, possibili falsi positivi nei test rapidi in presenza di un farmaco
-
A Bologna sfida al pianoforte tra Roberto Prosseda e il robot TeoTronico
-
Gli eredi di Elvis Presley contro Anthropic, 'ha usato 274 canzoni per addestrare IA'
-
Borsa: l'Europa sale dopo Wall Street, Milano +1,3%
-
E' stata un flop la stima fatta nel 1960 sulla crescita record della popolazione
-
Sinner giocherà Six Kings Slam a fine dicembre
-
Grassani 'entità della squalifica ad Allegri inaccettabile, ricorso inevitabile'
-
'Sound in motion', la compositrice Natasha Barrett al Festival ArteScienza
Cinquant'anni fa moriva Luchino Visconti, 'conte ribelle' maestro del cinema
Intransigente ed elegante 'indagatore' del passato e del presente
(di Francesca Pierleoni) Un poeta nel racconto senza sconti di contraddizioni e crisi della società. Un intransigente ed elegante indagatore del passato e del presente attraverso rituali di classe in disfacimento e l'immersione in vite difficili. Mondi potenti e rivelatori quelli creati da Luchino Visconti, nei quali ha avuto come compagni di strada, fra gli altri, Jean Cocteau, Thomas Mann, Giovanni Verga, William Shakespeare, Giuseppe Verdi, Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Anton Cechov. Aristocratico e partigiano, ricercatore della perfezione e sperimentatore fra scena e set, il conte 'rosso' moriva 50 anni fa, il 17 marzo del 1976 a Roma, mentre stava ultimando il doppiaggio del suo ultimo film, L'innocente, e lavorava a un adattamento di La Montagna incantata. Un cinquantenario dalla scomparsa ricordato con una serie di iniziative in Italia e all'estero: dalla retrospettiva di Fondazione Cinema per Roma a quella di Ciné-histoire a Montreal passando per la proiezione di Ludwig il 16 marzo al teatro alla Scala. Nato a Milano, il 2 novembre del 1906, quarto di sette fratelli, Luchino, conte di Lonate Pozzolo, è figlio del duca Giuseppe Visconti di Modrone, imprenditore appartenente all'antica nobiltà lombarda, e di Carla Erba, della ricca famiglia di industriali farmaceutici. Colti e raffinati, i Visconti introducono i figli fin da piccoli alla bellezza e alla musica. Da contraltare c'è un'educazione molto rigida alla quale Luchino, tanto ricettivo quanto ribelle non si piega. Dopo gli studi, un breve periodo da militare e una fortunata avventura come allevatore di cavalli, il giovane Visconti trova a inizio degli anni '30 la sua strada a Parigi dove l'amica Coco Chanel gli fa conoscere gli intellettuali vicini al Fronte Popolare come Jean Cocteau, Luis Bunuel, Man Ray e soprattutto Jean Renoir, di cui diventa assistente volontario. Nel 1939, anno in cui muore la madre, Visconti si trasferisce a Roma, e si lega al gruppo di intellettuali antifascisti intorno alla rivista Cinema, come Umberto Barbaro, Giuseppe De Santis, Mario Alicata, Pietro Ingrao, con i quali lavora a varie sceneggiature. La sua opera prima è Ossessione (1943), con Massimo Girotti e Clara Calamai: storia cupa e passionale, ispirata da un romanzo di James Cain, che intreccia amore clandestino e morte. Il film, osteggiato dalle autorità fasciste diventa un apripista al neorealismo (un termine nato proprio dal montatore di Visconti, Mario Serandrei). Intanto il cineasta si impegna sempre di più nella Resistenza, nascondendo armi e persone nella sua villa. Per questo viene arrestato e torturato dalla famigerata Banda Koch nella pensione Jaccarino, da cui esce solo grazie all'intercessione dell'attrice María Denis. Nel 1945 per Visconti arriva l'approdo alla regia teatrale con I parenti terribili di Jean Cocteau, ritratto di una famiglia dilaniata. Guardare ai nuclei famigliari attraverso "le lotte interne i dissidi e le loro ripercussioni" spiega il regista, diventa per lui una costante. Il suo secondo film è La terra trema (1948), libero adattamento, nel segno del realismo, da I Malavoglia di Verga, recitato da veri pescatori e abitanti di Acitrezza. L'insuccesso al botteghino riporta il regista al teatro, dove fa scoprire all'Italia i veristi americani, da Tennessee Williams ad Arthur Miller. Il ritorno al cinema c'è nel 1951 con Bellissima, storia di sogni e illusioni incarnata da Anna Magnani, che segna anche l'inizio del sodalizio in scrittura con Suso Cecchi d'Amico. Anni nei quali Visconti debutta pure come regista d'opera: un'affinità elettiva esaltata dalla collaborazione artistica con Maria Callas. Proprio un matrimonio tra narrativa, pittura, musica e cinema, sullo sfondo della terza guerra d'indipendenza, anima il racconto di ideali perduti e tradimento di Senso (1954), con Alida Valli, dalla novella di Camillo Boito. Il percorso del regista continua, fra gli altri, con un'altra famiglia che si distrugge in un mondo ostile, quella di Rocco e i suoi fratelli (1960) ed arriva a Il Gattopardo (1963), dal romanzo di Tomasi di Lampedusa, con Burt Lancaster, Claudia Cardinale e Alain Delon. Un capolavoro di messa in scena, affresco d'epoca e analisi sociale che gli fa vincere la Palma d'oro a Cannes. Nel 1965 arriva anche il Leone d'oro con uno dei film a cui resta più legato, Vaghe stelle dell'orsa.... Dopo il poco apprezzato Lo straniero (1967), Visconti ritrova il successo con La caduta degli dei (1969), primo capitolo della sua 'trilogia tedesca'. Il film è un'immersione disturbante nell'abisso morale ed etico in cui sprofonda una famiglia di industriali in Germania negli anni dell'ascesa di Hitler. Nel cast Dirk Bogarde, Ingrid Thulin e Helmut Berger (ultimo grande amore nella vita del regista). Un anno dopo arriva Morte a Venezia (1971), adattamento struggente, ed estetizzante del romanzo di Mann. La trilogia è chiusa dal monumentale Ludwig con Berger nel ruolo del decadente Ludovico II di Baviera. Nelle ultime fasi della lavorazione, nel luglio 1972, Visconti viene colpito da una trombosi, che lo lascia semiparalizzato ma il cineasta si rimette dopo qualche mese al lavoro. Dirige ancora due film: Gruppo di famiglia in un interno (1974) e L'innocente dal romanzo di D''Annunzio (1976). "Quasi tutti i miei personaggi sono degli sconfitti - spiega il cineasta in una delle sue ultime interviste, concessa a Piera Fogliani - perché sono quelli che mi commuovono di più. Personalmente preferisco vincere, ma sento una grande solidarietà per i vinti".
R.Fischer--VB
