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'L'infiltrata', thriller politico su storia vera di terrorismo ETA
A firma di Arantxa Echevarría nella sale italiane dal 5 febbraio
(di Francesco Gallo) Attenzione a sottovalutare 'L'infiltrata' di Arantxa Echevarría in sala con Movies Inspired. È infatti un thriller politico pieno di ritmo e colpi di scena che racconta senza compiacimento la storia vera di Aranzazu Berradre Marín, pseudonimo utilizzato da un'agente della Polizia Nazionale spagnola che si infiltrò nell'organizzazione terroristica ETA per otto anni. Una vera eroina questa ragazza interpretata da Carolina Yuste che a soli vent'anni, tra gli anni Ottanta-Novanta, ebbe il coraggio di tagliare tutti i legami con la sua famiglia e infiltrarsi con grande coraggio nelle brigate clandestine della sinistra nazionalista basca radicale. Obiettivo? Quello di smantellare il "Comando Donosti" (cellula operativa attiva soprattutto a San Sebastián e nella sua area) in un momento cruciale, quando la banda dichiarò pubblicamente una falsa tregua. Dopo aver trascorso diversi anni in clandestinità la ragazza ottiene ciò che voleva: l'ETA la contatta. Hanno bisogno che lei ospiti nel suo appartamento due membri dell'organizzazione che hanno l'obiettivo di preparare diversi attentati. Da questo momento inizia la missione più difficile della sua vita: con il nome di Arantxa, dovrà informare i suoi superiori della polizia nazionale, mentre convive con due terroristi che, se in qualsiasi momento dovessero sospettare di lei, non esiterebbero a ucciderla. "L'infiltrata è stato un viaggio personale ed emotivo nei Paesi Baschi della mia infanzia, nel dolore, nei ricordi, nel tentativo di comprendere l'insensatezza - dice la regista - . Ciò che ha attirato la mia attenzione sul progetto, quando me lo hanno presentato Marilu, Mercedes e Pablo, è stata proprio Arantxa, la poliziotta infiltrata. Abbiamo fatto un viaggio psicologico, che consisteva nel calarci nei panni di una ragazza di ventidue anni, nel momento in cui si vivono i primi amori, le prime feste, i primi viaggi... In quel momento cruciale della sua vita - continua -, lei decide di mettere tutto in pausa e passare otto anni fingendo di essere un'altra persona. Otto anni vissuti nella menzogna per ottenere qualcosa di intangibile come il bene comune. Era una donna negli anni '90 in un ambiente di grande maschilismo. E per questo è passata inosservata. Lei, i suoi meriti, il suo sacrificio". E ancora Arantxa Echevarría: "Il trucco che abbiamo usato per sviluppare questo thriller è sempre quello di partire dal punto di vista della protagonista. Tutto passa attraverso lei proprio come accade sia ne 'La conversazione', uno dei miei film preferiti, che ne 'La vita degli altri', thriller straordinari con un personaggio al centro che ti racconta la storia. In questo caso c'era anche il fatto che era una storia vera, una cosa non da poco". Dopo il passaggio al Bif&st e al Noir Film Festival, il film è stato candidato a ben tredici premi Goya e ne ha vinti due: miglior film e attrice protagonista andato a Carolina Yuste. Nel cast del film Luis Lopez Tosar nei panni di 'El Inhumano', il capo del reparto di polizia che gestisce tutta l'operazione, Iñigo Gastesi e Diego Anido ospitati da Arantxa.
P.Vogel--VB
