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No Good Men, la Berlinale 2026 apre nel segno delle donne
La regista afghana Shahrbanoo Sadat: "Abbiamo bisogno di più uomini buoni"
(di Francesco Gallo) La Berlinale 2026 apre stasera nel segno della politica e delle donne con l'anteprima mondiale fuori concorso di 'No Good Men', terzo lungometraggio della pluripremiata regista afghana Shahrbanoo Sadat. La storia segue Naru (interpretata dalla stessa regista), l'unica cameraman donna di Kabul Tv, del tutto convinta che non ci siano uomini buoni in Afghanistan. Quando il reporter Qodrat (interpretato dall'autore di questa storia, Anwar Hashimi) la assume per un incarico poco prima del ritorno dei talebani, lei inizia a mettere in discussione questa convinzione. "Sì, è vero, oggi ci sono più uomini buoni che non approfittano dei privilegi che la società patriarcale offre loro e che, indipendentemente da tutto, continuano a sostenere le donne nella loro vita - dice oggi alla Berlinale la regista -. Il fatto è che oggi è estremamente difficile essere uomini buoni in una società patriarcale. Vengono maltrattati, derisi e la loro virilità viene messa in discussione. Io invece dico loro: vi vedo, vi ammiro e vi rispetto. Credo comunque che abbiamo bisogno di più uomini buoni nel mondo e soprattutto in Afghanistan". "Una delle cose 'positive' di una società patriarcale - sottolinea - è il fatto che rende le donne più forti. Quando vivevo a Kabul e incontravo casalinghe senza istruzione, donne che non avevano mai avuto la possibilità di andare a scuola, eppure erano così coraggiose e forti pensavo: 'Per favore, difendete voi i miei diritti'". Riguardo ad Anwar Hashimi, il personaggio maschile protagonista di questa storia, la regista rivela che c'è un forte riferimento autobiografico: "Ho lavorato con lui nello stesso periodo in tv. Io facevo la produttrice di un programma di cucina, che odiavo tantissimo, ma il mio capo all'epoca pensava che 'donne e programmi di cucina sono un tutt'uno', quindi rimasi bloccata in quello show terribile. Anwar invece lavorava come produttore per il telegiornale. Ci incontravamo durante le pause in mensa. In effetti è stato il mio primo 'uomo buono' che ho incontrato". La direttrice del festival, Tricia Tuttle, aveva introdotto così questa commedia-romantica-politica alla presentazione del programma di questa edizione: "Shahrbanoo Sadat è una delle voci più entusiasmanti del cinema mondiale e 'No Good Men' mantiene davvero le promesse dei suoi primi due lungometraggi. Sadat continua il suo fondamentale lavoro che mette in luce la vita delle donne afghane, infondendo romanticismo e tocchi di umorismo in una storia politicamente coinvolgente. Il fatto che sia basato su eventi reali e che la regista abbia rischiato così tanto per realizzarlo rende 'No Good Men' ancora più significativo come nostro Gala di apertura della 76/a Berlinale". 'No Good Men' segue gli acclamati lavori della regista come 'Wolf and Sheep' (2016) e 'Parwareshgah' (The Orphanage, 2019) entrambi passati a Cannes alla Quinzaine des Réalisateurs. È anche il terzo di cinque film basati sugli scritti autobiografici dell'autore e attore Anwar Hashimi. 'No Good Men' è una coproduzione internazionale tra Germania, Francia, Norvegia, Danimarca e Afghanistan. Quanto all'apertura al femminile di questa edizione, la 76/a, quest'anno la quota delle registe è da record: tocca il quaranta per cento.
G.Schmid--VB