-
Flop di 'The social reckoning', l'horror 'Other Mommy' conquista il botteghino Usa
-
Zelensky, Mosca ha colpito centrale elettrica dopo annuncio Trump su tregua
-
Serie A: il Sassuolo rallenta il Milan, 1-1 al Mapei
-
Red Bull protagonista alla Barcolana 58 con sua imbarcazione e equipaggio d'eccezione
-
Premier: lo scandalo non frena il City, vittoria per 3-0 a Liverpool
-
Oliver Stone saluta Ferrara, 'è stata una settimana esaltante e spero di tornare'
-
'Trump minaccia blocco delle armi a Kiev per gli attacchi alla raffinerie russe'
-
Houthi rivendicano ondata di raid su aeroporto di Riad e impianti energetici sauditi
-
Vidal (Stellantis), il futuro dell'auto deve unire design audace e innovazione
-
Stellantis a Parigi con 60 prodotti e 9 concept car, 'il piano sta diventando realtà'
-
La Granfondo del Montefeltro emoziona Gubbio tra ciclismo, bellezza territorio e vip
-
In Francia Glucksmann conquista le primarie socialdemocratiche già dal primo turno
-
Tusk, arrestato presunto attentatore che voleva colpire me e ministro difesa
-
Von der Leyen, 'pieno sostegno a Zelensky, guerra in una fase più cupa'
-
Monza: Juric 'niente da salvare nel primo tempo, mi tengo la reazione nella ripresa'
-
L'Ue limiterà a 350mila l'anno le importazioni di auto ibride cinesi
-
Montella 'c'è una fine a ogni bella storia, Turchia sempre nel mio cuore'
-
Prima vittoria per il Bologna, 2-1 al Lecce
-
'Zelensky, non sapevo della tregua, diteci quando inizia'
-
Continua il sogno della Lazio, 3-1 al Monza e primato in classifica
-
Nuovo attacco colpisce l'aeroporto di Riad, incendio a terminal
-
Gp Singapore: Antonelli "campione già ad Austin? L'importante è fare il meglio possibile"
-
Gp Singapore: Leclerc "di più oggi non si poteva fare, non ho rimpianti"
-
Il mondo post-umano di Cyberpunk 2077 dalla console alla sala
-
Esplosione udita nel centro di Riad
-
F1: Verstappen vince a Singapore davanti a Leclerc, Kimi terzo
-
Zelensky a Trump, 'spetta agli ucraini scegliere il proprio leader'
-
Bessent, 'accordo con la Russia a beneficio americani, Europa ipocrita a criticarlo'
-
Dalle star immortalate da de Pompeis a Luchino Visconti, le mostre della Festa di Roma
-
Berlino 'sosteniamo pienamente Zelensky dopo le parole di Trump'
-
Casàlia chiude con oltre 24mila visitatori e guarda al 2027
-
Marianna Fontana, la mia Anastasia di 'Interno Familiare'
-
Como e Roma danno spettacolo, ma al Sinigaglia finisce 0-0
-
Droga su voli militari, sotto accusa l'ex 'first lady' colombiana
-
Custodi della Memoria, alla Festa di Roma viaggio tra indigeni della British Columbia
-
Champions: il norvegese Saggi arbitra Inter-Bruges
-
Calcio: Zanetti ai ragazzi della Winners Cup, 'siete tutti vincitori'
-
Robert Pattinson, spettacolo, giustizia fai da te e solitudine in 'Primetime'
-
Un'altra alluvione lampo colpisce il Nepal, case spazzate via e villaggi evacuati
-
Anmil, da gennaio ad oggi oltre 700 morti sul lavoro, istituire reato di omicidio
-
Carrello sempre più vuoto, dal 2019 la spesa reale è diminuita del 9%
-
Il Museo nazionale del Cinema rende omaggio a Roger Corman
-
Polonia, riunione di emergenza per possibili attentati a premier e ministro Difesa
-
Cambia la spesa degli italiani, cala quella culturale, boom dei piatti pronti
-
Mazzotta (Fincantieri), fondali e reti sottomarine asset strategici per il Paese
-
Nuova spedizione nel Pacifico per ritrovare l'aereo scomparso di Amelia Earhart
-
Sci: lo slalom di Coppa Europa a Obereggen il 18 dicembre 2026
-
Zelensky, fermeremo raid su raffinerie se Mosca smetterà di colpire siti energetici
-
Almeno 109 migranti morti in un naufragio al largo di Gibuti, oltre 116 i dispersi
-
Terremoto a Panama, il governo decreta lo stato di emergenza
Serebrennikov, 'siamo vicini alla guerra e bisogna ribellarsi'
Il regista russo a Roma per 'La scomparsa di Josef Mengele'
(di Francesco Gallo) "No, non bisogna confondere. Non mi sento perseguitato come Limonov e Mengele, amo solo fare film su personaggi tragici e complicati perché adoro questo tipo di persone. Per quanto riguarda la persecuzione posso anche dire: allora siamo tutti perseguitati. Non scegliamo il mondo in cui viviamo e tutti seguiamo le regole che ci vengono dettate da certi brutti tipacci". Così all'ANSA il regista dissidente russo Kirill Serebrennikov, a Roma per presentare 'La scomparsa di Josef Mengele' (in sala dal 29 gennaio con Europictures), ovvero l'avventurosa fuga e l'esilio del medico nazista e ingegnere della razza interpretato nel film da August Diehl. E ancora il regista: "Il clima è quello della vigilia di una grande guerra, perché ci sono in giro persone che dicono che tutto si risolve con la forza, gente che pensa che non esista il diritto internazionale. Allora in qualsiasi momento può nascere una guerra". Quindi bisogna avere paura? "No, è invece il tempo dell'azione, bisogna ribellarsi a questa idea della forza che prevale su tutto. Le persone che si ricordano della guerra devono raccontare quello che succede. Bisogna impedire poi a quelle pessime persone che sono oggi al potere di manipolarci". Il film è la cronaca della fuga di Mengele nel 1949 in Sud America, tra Paraguay e Brasile. Il tutto narrato dal punto di vista dello stesso medico, tra isterie e paura di essere scoperto. E questo fino alla sua morte avvenuta in Brasile nel 1979. Nel discorso con il figlio Mengele mostra che le sue azioni di nazista hanno un fondamento culturale forte? "Quello che Mengele dice è solo propaganda, nient'altro. In un certo senso lui è vittima della propaganda nazista. Persone come lui erano i primi 'allievi del drago', faccio riferimento ai personaggi della piece 'Il Drago' di Evgenij Schwarz scritta nel 1943 nel pieno della lotta contro il nazismo di Hitler". E ancora, parlando della paura di una guerra imminente, dice Serebrennikov: "Sono andato ultimamente a fare una visita ad Auschwitz e mi sono chiesto come sia stato possibile che quelle migliaia di persone che scendevano dal treno per andare nel campo di concentramento controllate solo da una ventina di guardie non si siano ribellate. Di cosa avevano paura? E questo finché non entravano nelle stanze da cui usciva il gas che le uccideva. Forse si era creata precedentemente quasi un'atmosfera di simpatia con quei soldati che a volte sorridevano e permettevano loro di sedersi sull'erba. Questo non è altro che un metodo di manipolazione, una morte mascherata. Quindi la prima strategia era l'inganno e la seconda la stessa che usavano i russi nel gulag, ovvero la paura. E la paura paralizza, non ti fa ribellare". Ma il posto della Russia è in Europa? "Credo di sì ed è anche la nostra speranza, abbiamo sempre detto: noi siamo europei russofoni. Però, per essere onesti, c'è gente in Russia che non la pensa così".
U.Maertens--VB