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Lady Macbeth conquista gli under 30 alla Scala
Quasi dieci minuti di applausi dopo il finale fiammeggiante
(di Bianca Maria Manfredi) Raccontata come un flashback, ambientata non in un villaggio della Russia di metà Ottocento, ma in un ristorante della Capitale negli anni '50, con scene, richieste dal testo, di violenza esplicita e un finale fiammeggiante. Una lady Macbeth del distretto di Mcesk di Dmitrij Sostakovic piace al pubblico di giovani che ieri sera l'ha vista all'anteprima riservata agli Under 30, una iniziativa che è arrivata al ventesimo anno, applaudendo calorosamente per quasi dieci minuti. Ragazzi alcuni venuti per curiosità, per mettere un abito elegante, fra paillettes e pizzi d'argento, ma soprattutto appassionati preparati che approvano la scelta di mettere in scena un'opera russa, nonostante il conflitto in corso con l'Ucraina. D'accordo quindi con il sovrintendente Fortunato Ortombina, convinto che "criticare un'opera perché russa sia una offesa alla civiltà". Ma convinto soprattutto che quest'opera, dalla musica potente capace di raccontare perfettamente l'azione, sia "clamorosa". Sceglierla per il 7 dicembre "non è un atto coraggioso, ma doveroso" secondo il direttore musicale Riccardo Chailly, al suo ultimo anno a guida della Scala. Ed è una scelta che i ragazzi hanno approvato. "Sconvolgente per le scene" secondo Lorenzo, studente del Conservatorio di 17 anni. "La musica grottesca all'opera calza a pennello con temi sonori molto forti" gli fa eco l'amico Luca di 16. "E' bellissima e molto particolare. Apprezzo che la Scala tocchi temi così importanti" come la violenza sulle donne, ha aggiunto la 17enne Giulia. E infatti questa Lady Macbeth, interpretata da Sara Jakubiak, come ha spiegato il regista Vasily Barkhatov, uccide per essere libera l'opprimente suocero (Alexander Roslavets) e il marito (Yevgeny Akimov) illusa dell'amore del bracciante, qui cuoco, Sergej (Najmiddin Mavlyanov). Aprire con un autore che mai aveva inaugurato la stagione, a stare al pubblico dei giovani, è quindi una scommessa vinta. E forse anche solo un primo passo, visto che il sovrintendente pensa che "il vero punto sarà arrivare ad inaugurare con una nuova commissione del teatro". Di certo non il prossimo anno quando ad inaugurare sarà Otello di Verdi. Come già negli anni scorsi, alcuni giovani sono stati invitati da Armani, perché anche dopo la morte dello stilista si confermano le sue scelte. Giovani ovviamente elegantissimi, dalle carriere diverse come Amir, redattore di Ad. Ma a differenza della Prima del 7 dicembre, qui l'attenzione non è (anche) su chi è presente (il 7 dicembre quest'anno non ci saranno né il Capo dello Stato Sergio Mattarella né il presidente del Senato Ignazio La Russa, ma il presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso, il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio e il ministro della Cultura Alessandro Giuli) ma sulla musica e sullo spettacolo. "Quello che vogliamo è che questi giovani tornino. Alla Scala possono venire tutti - ha concluso Ortombina - e sarà sempre più così".
D.Schaer--VB