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La bora di Ugo Borsatti nel poster del Trieste Film Festival
Dal 16 gennaio la rassegna dedicata all'Europa centro orientale
Una donna e un uomo avanzano nel vento, trattenendo il cappello e le giacche, nella Trieste degli anni '50: gli scatti sono di Ugo Borsatti e catturano una protagonista della vita triestina, di allora e di oggi, la bora. Le stesse immagini diventano ora simbolo della locandina ufficiale del 37/o Trieste Film Festival, l'appuntamento con il cinema dell'Europa centro orientale in programma a Trieste dal 16 al 24 gennaio con film, documentari, corti, masterclass e incontri con i protagonisti, dai grandi maestri agli esordienti, registi e attori, e con le loro storie, capaci di creare ponti tra Est e Ovest. Le foto scelte per rappresentare l'immagine dell'edizione 2026 sono prese dall'Archivio Foto Omnia di Ugo Borsatti in deposito presso la Fototeca dei Civici musei di Storia e Arte del Comune di Trieste e di proprietà della Fondazione CRTrieste. Scomparso a 98 anni nel marzo 2025, Ugo Borsatti ha conservato fino all'ultimo uno sguardo attento su Trieste e l'Italia, sempre in relazione con i fenomeni sociali che hanno attraversato l'ultimo secolo. Nato alla vigilia della caduta del Muro di Berlino, il festival intende rappresentare un osservatorio privilegiato sulla società contemporanea europea, proponendo uno sguardo critico rivolto alle tematiche di oggi: dalle disuguaglianze alle migrazioni, dalle questioni di genere ai diritti civili, dai nazionalismi insorgenti alle frontiere e alle identità plurali. Una visione multietnica e frammentata della Nuova Europa, sede dell'incontro di voci e di Paesi in continuo cambiamento, crocevia di culture. Tra i focus in programma, anche "Wild Roses", la sezione dedicata alle registe europee, che nel 2026 celebra le voci femminili del cinema sloveno.
A.Ammann--VB