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Lohengrin all'Opera di Roma, Mariotti 'Un viaggio meraviglioso'
Il capolavoro di Wagner apre il 27 novembre la nuova stagione
(di Luciano Fioramonti) ''Un viaggio meraviglioso tra fiaba e umane fragilità che è anche dramma storico. E' un' opera molto nostalgica, malinconica e commovente dove non c' è redenzione e tutti in qualche modo perdono. La contrapposizione tra abisso ed estasi rende magica quest' opera''. Michele Mariotti, alla sua quarta apertura di stagione del Teatro dell' Opera di Roma, affronta per la prima volta Richard Wagner dirigendo Lohengrin il 27 novembre con la regia di Damiano Michieletto. Un momento molto atteso per il direttore musicale della fondazione della capitale sul podio per guidare orchestra e cantanti in un dramma mastodontico che torna a Roma dopo una assenza di 50 anni. ''L' opera è un thriller - spiega Mariotti -: Elsa è accusata di aver ucciso il fratello. Lohengrin decide di difenderla e non chiede nulla. Lui stesso le dice 'Basta che mi ami'. Il momento forse centrale dell' opera è il duetto tra i due''. E' un debutto anche per il regista veneziano, al suo primo incontro ravvicinato con il compositore tedesco. ''E' interessante e importante affrontare questa sfida, per la drammaturgia molto distante dall' opera italiana e la gestione della durata - osserva Michieletto - . Per un regista significa trovare un concetto e una narrazione che tenga la tensione e crei visioni a partire da una storia epica. Il mio approccio punta a creare un corto circuito tra uno spazio astratto e un modo di trattare questi personaggi cercando di restituire umanità, psicologia, sofferenza, desiderio, dolore, caratteristiche che li rendono teatrali e umani, non come simboli ma come personaggi dentro una storia. Da una parte c'è la lotta tra l'individuo e la massa, dall'altra c'è una storia d'amore, quella tra Elsa e Lohengrin". Nel ruolo del titolo il tenore Dmitry Korchak. Accanto a lui Clive Bayley (Heinrich der Vogler), Tómas Tómasson (Friedrich von Telramund), Ekaterina Gubanova (Ortrud), Andrei Bondarenko (Der Heerrufer) e Jennifer Holloway (Elsa). Con l'Orchestra dell'Opera di Roma il Coro diretto da Ciro Visco. Il nuovo allestimento, in coproduzione con il Palau de les Arts di Valencia e con La Fenice di Venezia, vede impegnato il team creativo di Michieletto: Paolo Fantin (scene), Carla Teti (costumi) e Alessandro Carletti (luci). "Inaugurare con Lohengrin significa soprattutto valorizzare lo sforzo collettivo - dice Mariotti -. È un progetto che mette cantanti, orchestra, coro e tutte le maestranze sotto i riflettori e dimostra quanto il teatro sia davvero un organismo unico, la cui forza nasce dal lavoro comune''. Per Damiano Michieletto è una nuova occasione di consolidare il legame con l'Opera di Roma: Lohengrin è la sua seconda inaugurazione di stagione al Costanzi, dopo La damnation de Faust di Berlioz, Premio Abbiati come miglior spettacolo del 2017. Già protagonista acclamato per lo straordinario Rigoletto messo in scena inel 2020 in piena emergenza Covid al Circo Massimo, il regista la scorsa estate ha ideato da direttore artistico il Caracalla Festival e curato la messa in scena di West Side Story, il capolavoro di Leonard Bernstein che ha riscosso un grande successo di critica e di pubblico. La serata inaugurale della stagione 2025/2026 sarà trasmessa da Rai Cultura in differita su Rai5 alle 22.20 e in diretta su Radio3. L'opera avrà quattro repliche fino al 7 dicembre.
W.Huber--VB