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Il sistema immunitario reagisce ai microbi ancor prima di riconoscerli
Ne percepisce la presenza per contatto diretto e dà subito l'allarme
Nelle primissime fasi di un'infezione, le cellule del sistema immunitario riescono a percepire la presenza dei microbi attraverso il contatto diretto, prima ancora di riconoscerli attraverso le molecole che esprimono sulla loro superficie: in questo modo scatta subito l'allerta per organizzare tempestivamente una prima linea di difesa, anche se ancora non si conosce con precisione la natura dell'attacco. Lo dimostra uno studio sui topi pubblicato sulla rivista Nature Immunology dall'Università di Milano-Bicocca in collaborazione con Università Statale di Milano, Università di Pavia e Università Vita-Salute San Raffaele. I risultati indicano che le cellule immunitarie possono percepire il contatto fisico e l'adesione del microrganismo alla loro superficie e trasformare questo stimolo meccanico in un segnale infiammatorio. In altre parole, il sistema immunitario può iniziare a reagire prima ancora di avere identificato il microrganismo attraverso i suoi segnali molecolari. "Da questa ricerca emerge un modello dell'immunità innata organizzato su due livelli complementari", spiega Francesca Granucci, docente di patologia generale e direttrice del dipartimento di Biotecnologie e Bioscienze di Milano-Bicocca. "Una prima fase estremamente rapida, nella quale il sistema immunitario percepisce che 'qualcosa sta accadendo' attraverso un segnale fisico e mette immediatamente in atto una risposta di contenimento; e una seconda fase, nella quale riconosce le caratteristiche molecolari del microrganismo e sviluppa una risposta maggiormente adattata allo specifico patogeno". Le possibili implicazioni dello studio sono rilevanti per modulare risposte infiammatorie eccessive o, al contrario, favorire una rapida difesa locale. Ora le ricerche proseguiranno per stabilire se lo stesso meccanismo, studiato nel topo, operi anche nell'uomo.
F.Wagner--VB