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Trovato gene che aumenta rischio delirio, stesso della demenza
Disturbo pericoloso che colpisce 1 anziano in ospedale su 4
Scoperto un gene che aumenta il rischio di sviluppare il delirio, una condizione medica comune caratterizzata da uno stato di improvvisa confusione mentale, grazie a uno studio basato sull'analisi del DNA di oltre un milione di persone in tutto il mondo. Il lavoro è stato pubblicato su Nature Aging. Il gene scoperto è APOE, già noto per il suo ruolo nella malattia di Alzheimer. Il delirio colpisce circa un anziano ospedalizzato su quattro ed è associato a un rischio più elevato di morte, a degenze ospedaliere più lunghe e a un aumento da due a tre volte superiore del rischio futuro di demenza nei sopravvissuti. Nonostante la sua diffusione e il suo impatto, non esistono trattamenti specifici. I ricercatori dell'Università di Edimburgo hanno condotto l'analisi genetica più ampia e diversificata sul delirio mai realizzata finora, attingendo a dati provenienti dal Regno Unito, dagli Stati Uniti e dalla Finlandia. Hanno scoperto che l'effetto dell'APOE sul rischio di delirio rimaneva significativo anche dopo aver tenuto conto della presenza di demenza, fornendo una forte prova che l'APOE contribuisce alla suscettibilità al delirio nelle persone senza demenza. La sovrapposizione tra i geni del delirio e quelli del rischio di Alzheimer potrebbe aiutare a spiegare perché il delirio precede o accelera così spesso il declino cognitivo, affermano gli scienziati. Lo studio indica anche nuove possibilità di trattamento. Una proteina, la PON3, è stata collegata alla protezione contro il delirio e potrebbe essere un promettente bersaglio farmacologico.
M.Vogt--VB