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Parte la caccia ai pianeti impossibili del deserto nettuniano
Con il programma Atreides, per scoprire rari esopianeti
Al via la caccia agli esopianeti che vivono ai confini del 'deserto nettuniano', regioni attorno alle stelle dove è impossibile o quasi trovare pianeti simili al nostro Nettuno, più piccoli di Giove ma comunque molto più grandi della Terra. E' l'obiettivo del programma Atreides, guidato dall'Università di Ginevra, i cui primi risultati sono stati pubblicati sulla rivista Astronomy & Astrophysics. A partire dal 1995, anno della prima osservazione di un pianeta in orbita attorno a una stella che non fosse il Sole, sono stati scoperti oltre 7000 esopianeti, oggetti con una grande varietà di dimensioni e caratteristiche orbitali, come le Superterre (simili alla Terra ma molto più grandi), i Gioviani caldi (simili a Giove ma vicinissimi alla propria stella, con orbite inferiori ai 10 giorni) o quelli in orbita attorno a più di una stella. Un sorprendente zoo planetario, caratterizzato da combinazioni di ogni tipo, in cui però è emersa una stranezza: la quasi completa mancanza di pianeti che abbiano una massa simile a Nettuno ma allo stesso tempo con un'orbita compresa tra 2 o 4 giorni attorno alla propria stella. Una mancanza molto evidente se si posizionano tutti i pianeti conosciuti in un diagramma che indica massa e periodi orbitali. In questo caso è facile vedere come la mappa si popoli quasi ovunque di punti, le tante combinazioni di pianeti, ma un'area resta vuota: un vero e proprio deserto in cui teoricamente dovrebbero esserci pianeti simili a Nettuno ma con orbita breve. Un'anomalia resa ancora più enigmatica dal fatto che attorno a questo 'deserto' appare una vera e propria 'dorsale', molto di ricca di pianeti, che divide nettamente il deserto dal resto della mappa. Sfruttando ora alcuni dei più potenti telescopi terrestri, come il Very Large Telescope dell'Osservatorio Europeo Meridionale Eso, ha preso il via un nuovo programma scientifico che punta proprio a capire queste stranezze. Il progetto è iniziato concentrandosi sui due pianeti del sistema solare TOI-421, un cosiddetto Nettuno caldo (pianeta che si posiziona nella cosiddetta dorsale nettuniana) e un pianeta più piccolo, più vicino alla stella. Le prime indicazioni hanno evidenziato che il pianeta nettuniano si troverebbe in un'orbita fortemente inclinata rispetto al piano di rotazione della sua stella, una caratteristica piuttosto rara e che potrebbe suggerire una storia violenta nel passato di quel sistema solare. Una caratteristica che sarà ora approfondita e studiata anche in altri pianeti simili, spiegano gli autori, e che potrebbe offrire un nuovo importante tassello per risolvere l'enigma del deserto nettuniano.
I.Stoeckli--VB