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La luce si prepara a rivoluzionare i computer
Per rendere più veloci quelli tradizionali e quelli quantistici
Le particelle di luce, i fotoni, si preparano rivoluzionare i computer, accelendaone la velocità e le prestazioni nel calcolo. E' questa la strada indicata da due ricerche internazionali, la prima a guida giapponese e la seconda a guida italiana. La prima notizia è pubblicata sulla rivista Advanced Photonics dal gruppo di ricerca dell'Università di Tokyo guidato da Ryoichi Horisaki e indica che l'uso dei fotoni potrebbe favorire la nascita di una nuova generazione di computer classici. Lo studio giapponese riprende infatti alcune ricerche pioneristiche che negli anni '80 si proponevano di utilizzare le particelle di luce nei tradizionali chip, così da rendere il calcolo più rapido e riducendo il dispendio di energia. Questa strada però non è stata seguita per problemi legati principalmente ai costi e perchè nel frattempo i chip basati sull'elettronica hanno dimostrato grandi miglioramenti. Ma oggi, affermano i ricercatori giapponesi, nuove applicazioni come quelle legate all'Intelligenza Artificiale richiedono potenza e velocità sempre maggiori e nello stesso tempo il problema dei consumi energetici è sempre più pressante. I fotoni, per i quali il gruppo giapponese presenta nuovi possibili utilizzi all'interno dei chip, tornano dunque a essere un'opportunità da esplorare. Contemporaneamente la rivista Nature Photonics pubblica lo studio internazionale guidato dall'italiano Fabio Sciarrino dell'Università Sapienza di Roma, con l'Istituto di Fotonica e Nanotecnologie del Consiglio Nazionale delle Ricerche e con l'Iberian Nanotechnology Laboratory finanziato dal progetto europeo Phoqusing, presenta un nuovo approccio per usare fotoni come generatore di casualità matematica. "La generazione e la manipolazione di variabili casuali, apparentemente facile, si dimostra invece una questione complessa e ha ricadute importanti in molti problemi fisici, soprattutto per la computazione sia classica che quantistica e qui proponiamo una nuova soluzione utile per molte applicazioni", ha detto Sciarrino commentando il risultato ottenuto anche nell'ambito della collaborazione con il Centro Nazionale di Ricerca in High Performance Computing, Big Data e Quantum Computing, Icsc.
J.Sauter--VB