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Alex Bodi utsedd till vicepresident för SCANDIC FINANCE-koncernen
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تعيين أليكس بودي نائبًا لرئيس مجموعة SCANDIC FINANCE
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SCANDIC FINANCEグループ、アレックス・ボディ氏を副社長に任命
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SCANDIC FINANCE 그룹, 알렉스 보디 부사장 선임
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亞歷克斯・博迪獲任命為 SCANDIC FINANCE 集團副總裁
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Алекса Боді призначено віцепрезидентом групи SCANDIC FINANCE
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Alex Bodi nominato vicepresidente del gruppo SCANDIC FINANCE
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Alex Bodi, numit vicepreședinte al grupului SCANDIC FINANCE
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Realizzata la più grande mappa 3D dei quasar, sono 1,3 milioni
Potrà aiutare a capire meglio le proprietà della materia oscura
La più grande fetta di universo mai analizzata ha permesso di realizzare una nuova mappa in 3D dei quasar, buchi neri supermassicci attivi che vivono al centro delle galassie e che sono tra gli oggetti più luminosi del cosmo. La mappa, pubblicata su The Astrophysical Journal, colloca nello spazio e nel tempo 1,3 milioni di quasar. Di questi, il più lontano brillava quando l'universo aveva solo 1,5 miliardi di anni, un'epoca molto remota considerando che l'età attuale è di 13,7 miliardi di anni. Lo studio, guidato dall'Università di New York e basato sui dati del telescopio spaziale Gaia dell'Agenzia Spaziale Europea, potrà aiutare a comprendere meglio le proprietà della materia oscura, dal momento che le galassie abitate dai quasar sono circondate da enormi aloni di questo enigmatico materiale. "Questo nuovo catalogo di quasar è diverso da tutti i precedenti", commenta David Hogg, di Università di New York, Flatiron Institute e Istituto tedesco Max Planck per l'Astronomia, tra gli autori dello studio guidato da Kate Storey-Fisher: "Non è la mappa con il maggior numero di quasar e non è quella con le misurazioni di migliore qualità - spiega Hogg - ma è quella che ha classificato il più grande volume totale di universo". I ricercatori hanno utilizzato i dati raccolti da Gaia, che contenevano circa 6,6 milioni di possibili quasar, i quali possono essere centinaia di volte più luminosi di un'intera galassia. Infatti, sebbene l'obiettivo principale di questa missione dell'Esa sia quello di mappare le stelle della Via Lattea, nel corso delle sue osservazioni ha inavvertitamente catturato anche molti oggetti situati al di fuori della nostra galassia. Gli autori dello studio, inoltre, hanno anche disegnato una mappa che mostra dove si prevede che polvere, stelle e altre interferenze possano impedire l'individuazione di alcuni quasar, informazioni che sono altrettanto fondamentali per interpretare correttamente i dati.
A.Ammann--VB