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Il tabagismo cambia forma, ma 9 fumatori su 10 vogliono smettere
L'indagine per Fondazione Veronesi, nuove modalità percepite come meno dannose
Quasi il 90% dei fumatori italiani vorrebbe smettere: tra questi, l'abbandono del tabagismo è considerato una priorità da sei consumatori di sigarette su dieci, ma anche dalla metà degli utilizzatori di sigarette elettroniche e riscaldatori di tabacco. Tra chi vorrebbe lasciarsi alle spalle il vizio del fumo, solo 1 su 4 pensa però di poterci riuscire, mentre la maggior parte si sente troppo dipendente fisicamente e psicologicamente. È quanto emerge da una nuova indagine realizzata da AstraRicerche per Fondazione Umberto Veronesi Ets su fumatori ed ex fumatori italiani. La ricerca è stata presentata ieri al Senato durante il convegno 'Strumenti e misure politiche contro il tabagismo, dalla prevenzione alla smoking cessation', che ha riunito esponenti del mondo politico, della ricerca e della sanità pubblica per discutere delle nuove strategie di contrasto al tabagismo, sia nelle forme tradizionali che quelle più nuove, spesso percepite come meno dannose e diffuse soprattutto tra i giovani. "Il fumo continua a essere uno dei principali fattori di rischio evitabili per tumori, malattie cardiovascolari e respiratorie - ha sottolineato Giulia Veronesi, direttrice della divisione di chirurgia toracica all'Irccs ospedale San Raffaele di Milano, professoressa ordinaria all'università Vita e Salute San Raffaele di Milano e membro del comitato di Lotta al fumo della Fondazione Umberto Veronesi Ets -. Oggi vediamo però una dipendenza che cambia volto: molti fumatori alternano prodotti diversi e percepiscono i nuovi dispositivi come meno pericolosi. Va sfatata questa falsa verità che le sigarette elettroniche e i prodotti di tabacco possono essere uno strumento per smettere di fumare, è stato dimostrato che questo non succede. Inoltre, in uno studio possiamo vedere come il rischio di sviluppare un tumore polmonare in soggetti che sono passati dal consumo di sigarette al consumo di sigaretta elettronica è triplicato". "Il tabagismo è una crisi di salute pubblica che investe la collettività e richiede risposte integrate da parte delle istituzioni, della scuola, delle famiglie, della ricerca e della comunicazione pubblica - ha detto la vicepresidente del Senato, Licia Ronzulli, promotrice del convegno -. L'Italia deve guardare alle esperienze internazionali più avanzate e avere il coraggio di adottare misure efficaci, come ad esempio quella proposta dalla campagna '5 euro contro il fumo' che prevede un aumento significativo della tassazione su tutti i prodotti da fumo tradizionali e nuovi, non come punizione ma come un deterrente che riduce l'accessibilità per i più giovani".
S.Gantenbein--VB
