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Primo impianto in Sardegna di pacemaker senza fili per via giugulare
Intervento eseguito all'ospedale di San Gavino
Il reparto di Cardiologia dell'ospedale Nostra Signora di Bonaria di San Gavino, diretto da Maria Valeria Demontis, è stato il teatro del primo impianto in Sardegna di pacemaker leadless (senza fili) non col classico approccio venoso dall'inguine ma tramite venga giugulare destra. Questa tecnica, presentata solo l'anno scorso con uno studio di confronto nella rivista Europace, risulta oggi appannaggio di alcuni centri d'élite in Europa ma sta progressivamente prendendo piede anche in Italia. L'acquisizione di un accesso venoso tramite le vene del collo presenta notevoli vantaggi come la minore durata dell'intervento e dell'esposizione radiologica, una percentuale di complicanze fino a cinque volte inferiori rispetto all'approccio femorale e dei tempi di recupero del paziente molto brevi. "La nostra idea è e sarà sempre quella di lavorare per portare ai nostri pazienti i migliori standard qualitativi in ogni metodica - commenta la dottoressa Demontis - Per far questo è importante il costante aggiornamento del personale e il lavoro di squadra che per noi rappresenta un modus operandi consolidato negli anni". "L'introduzione di modalità d'impianto più rapide e sicure per dei dispositivi che sono dei gioielli di tecnologia favorisce l'utilizzo di questi anche in pazienti fragili e con scarso patrimonio vascolare a livello femorale, via tradizionalmente utilizzata negli anni passati ma gravata di un rischio di complicanze superiore - sostiene Roberto Floris, aritmologo interventista che ha eseguito la procedura - Questa tecnica necessita di un accesso venoso giugulare ecoguidato e permette una minore invasività, inoltre il paziente potrà assumere la posizione seduta appena dopo l'impianto e mobilizzarsi dopo solo poche ore, cosa assolutamente impossibile con l'approccio da vena femorale". Questa innovazione si affianca ad ulteriori iniziative messe in campo nell'ospedale di San Gavino come lo sviluppo di un servizio di un controllo remoto per i dispositivi impiantabili con oltre 1000 pazienti seguiti direttamente a domicilio, l'ampliamento dell'ambulatorio sincope con l'introduzione del tilt testing e di quello ecocardiografico con l'avvio della letto ergometria, standard ormai di riferimento nell'ecografia da sforzo.
E.Gasser--VB
