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Oms, progressi contro malattie tropicali con -32% casi dal 2010
Colpiscono ancora oltre 1 miliardo di persone l'anno
Nel 2023, 1,495 miliardi di persone hanno avuto bisogno di un intervento sanitario per curare una malattia tropicale negletta. È un numero enorme, ma si tratta di 122 milioni di persone in meno rispetto al 2022 e ben il 32% rispetto al 2010. In calo anche i decessi, che sono passati da 139 mila del 2015 a 119 mila del 2023. Sono alcuni dei dati contenuti nel 'Global report on neglected tropical diseases 2025" pubblicato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. "Viviamo in un'epoca d'oro per l'eliminazione delle malattie", ha affermato il direttore generale dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus nella prefazione al rapporto. Tuttavia, "mentre celebriamo i progressi compiuti, ci troviamo di fronte a molte nuove sfide, come i gravi tagli ai finanziamenti per la salute globale, le crescenti conseguenze del cambiamento climatico e la proliferazione di conflitti e crisi umanitarie", ha aggiunto. Il rapporto mostra importanti progressi nel contrato a queste patologie, diffuse soprattutto nelle aree tropicali e subtropicali e che colpiscono principalmente le popolazioni che vivono in povertà, a stretto contatto con gli agenti responsabili. Tra il 2015 e il 2021 il carico di malattia si è ridotto e gli anni di vita persi o trascorsi in cattive condizioni di salute a causa di queste patologie (Daly) sono passati da 17,2 milioni a 14,1 milioni. Il numero di persone colpite da malattie tropicali è diminuito da 1,9 miliardi nel 1990 a poco più di 1 miliardo nel 2021. Di pari passo tra il 2022 e il 2023 è cresciuto di 18 milioni di unità il numero di persone che ha ricevuto un trattamento, indice di una maggiore capacità dei Paesi di garantire assistenza sanitaria. Come conseguenza di ciò, sette paesi, nel corso del 2024, hanno ricevuto dall'Oms il riconoscimento per l'eliminazione di almeno una malattia tropicale negletta. "Nonostante le molteplici sfide, i programmi per le malattie tropicali neglette continuano a fornire risultati importanti, liberando grandi settori di popolazioni da queste antiche malattie", ha affermato in una nota Daniel Ngamije Madandi, direttore del dipartimento dell'Oms dedicato a queste patologie.
F.Stadler--VB