-
Woody Allen, satira e curiosità tra cinema, animali e cultura popolare
-
Paura e consenso politico, il ruolo dei meccanismi psicologici nelle scelte elettorali
-
Il Papa al Verano richiama i potenti davanti alle sofferenze delle guerre
-
Serie A, Lazio in testa e Roma trascinata dai gol di Malen
-
Farmaci confezionati per il singolo paziente, la legge apre il nodo dei costi
-
Michigan, una deputata democratica rompe con il partito e sostiene il candidato repubblicano
-
Memorial Ronchi, Seregno vince il Gold e Garbagnate conquista il Silver
-
Massimo Priviero in concerto a sostegno della Pediatria di Magenta
-
Demolizione di San Siro, prosegue il confronto sul futuro dell’area
-
Richiamo filetti di tonno surgelato In's per istamina
-
Milano, il bilocale guida la domanda immobiliare con il 44,7 per cento
-
Manovra 2027: proroga bonus edilizi, ecobonus e nuove regole per gli affitti
-
Antonelli campione del mondo, una stagione costruita senza ambiguità
-
Sinner celebra Antonelli dopo il titolo mondiale conquistato in Formula 1
-
Mercati europei in calo per tensioni Iran-Midterm e risultati tech
-
Supermercati europei nel mirino degli hacker, verifiche sugli impianti italiani
Al via progetto Ue per contrastare violenze negli ospedali
Nel 2023 oltre 16 mila aggressioni
Comprenderne le cause, ma soprattutto promuovere interventi a breve e lungo termine per contrastare il fenomeno della violenza negli ambienti sanitari. Sono gli obiettivi del progetto europeo Brave-Wow, a cui parteciperà anche l'Italia, oltre al Portogallo (Paese capofila), Italia, alla Spagna e alla Slovenia. Lo rende noto l'Istituto Superiore di Sanità. Il progetto punta a coinvolgere 10 ospedali distribuiti su tutto il territorio nazionale e i risultati porteranno all'implementazione di strategie, protocolli, metodi e strumenti di lavoro trasferibili anche in altri contesti. La violenza negli strutture sanitarie è un fenomeno in crescita. Nel 2023 sono stati segnalati oltre 16 mila episodi di aggressione contro i lavoratori nelle strutture sanitarie pubbliche che hanno interessato circa 18 mila persone. Le infermiere sono le vittime più frequenti, mentre i luoghi in cui più spesso si concentra la violenza sono le sale di emergenza, le unità di cura dei pazienti, le unità psichiatriche e le cliniche ambulatoriali.
S.Leonhard--VB